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Sud Sudan: Amnesty, dimensioni etniche rendono conflitto fuori controllo

08 maggio 2014 | 13.45
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(Aki) - La guerra civile in Sud Sudan è sfociata in una spirale di violenze e vendette tale che non puo' piu' essete controllata dai leader politici. E' l'avverimento lanciato da Amnesty International che, alla viglia dell'incontro previsto per domani ad Addis Abeba tra il presidente Salva Kiir e l'ex vice presidente suo rivale numero uno Riek Machar, mette in evidenza la mattrice etnica degli scontri scoppiati su base politica lo scorso 15 diecembre a Juba. ''Le dimensioni etniche del conflitto stanno aumentano con i combattenti impegnati in attacchi di rappresaglia che hanno aumentato il ciclo delle violenze'', si legge in un rapporto di Amnesty basato anche sulle testimonianze di crimini di guerra perpetrati da entrambe le parti coinvolte nel conflitto.

''Le rivalita' etniche di lunga data si sono esacerbate man mano che il Sud Sudan si è frammentato, facendo sì che sia piu' difficile la riconciliazione e il raggiungimento di una pace sosteninile'', ha aggiunto. I ricercatori di Amnesty denunciano quindi ''decine di fosse comuni'', tra cui cinque a Bor con oltre 500 cadaveri, e ''atrocita' orribili'' che ''rappresentano crimini di guerra e crimini contro l'umanita'''. Nel testo si legge inoltre che ''l'abituale impunita' per le violazioni dei diritti umani, tra cui i reati internazionali, è un fattore centrale dietro il ciclio ripetuto delle violenze'', sottolineando che le due parti coinvolte nel conflitto hanno ''mostrato totale disprezzo'' per i diritti umani di base. Sia i ribelli, sia le forze di governo, denuncia Amnesty, hanno ucciso ''deliberatamente civili e giustiziato combattenti catturati'', oltre ad aver stuprato donne, incendiato case, distrutto strutture mediche e saccheggiato aiuti umanitari e riserve di cibo.

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