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Sudan, Meriam arrestata per documento falso

24 giugno 2014 | 15.07
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Lo apprende Aki - Adnkronos International da fonti qualificate. La donna di 27 anni, condannata a morte per apostasia, era stata liberata ieri su ordine di un tribunale di Khartum

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Meriam Yehya Ibrahim, la donna sudanese di fede cristiana condannata a morte per apostasia e rilasciata lunedì dal carcere di Khartoum, è stata nuovamente arrestata insieme al marito Daniel Wani all’aeroporto di Khartoum mentre tentava di lasciare il Paese. Secondo quanto apprende Aki - Adnkronos International da fonti qualificate che hanno chiesto di restare anonime la donna viene “trattenuta perché in possesso di un documento falso nel quale era scritto che era cittadina del Sud Sudan’’, Paese originario del marito.

Meriam, che era stata arrestata una prima volta a febbraio, “sarà rilasciata a breve e partirà per gli Stati Uniti solo quando avrà i documenti in regola per l’espatrio’’, ha aggiunto la fonte.

Diversa, invece, la condizione per “il marito’’, che ha anche cittadinanza americana, e per “i due figli’’ della coppia, Martin di 20 mesi e Maya nata lo scorso 27 maggio in carcere. I tre sono infatti “liberi di lasciare il Paese quando vogliono’’, ha concluso la fonte.

A rendere noto l’arresto era stato il legale della donna, Mohammed al-Nour, in un tweet rilanciato dall’account di Antonella Napoli di Italians for Darfur. “Meriam e Daniel sono stati arrestati. Siamo negli uffici della sicurezza nei pressi dell’aeroporto di Khartoum’’, si leggeva sul tweet.

Fonti citate dalla Bbc hanno riferito che a fermare la famiglia sono stati una quarantina di agenti della sicurezza sudanese. Ieri Wani aveva reso nota l’intenzione della famiglia di partire per gli Stati Uniti. Sempre ieri un tribunale d’appello aveva disposto la scarcerazione della 27enne. I giudici hanno inoltre annullato la condanna capitale per la donna, che era anche stato accusata di adulterio in quanto il suo matrimonio con un cittadino cristiano non era stato riconosciuto valido in base alla sharia.

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