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Sudan: presidente parlamento, processo a cristiana solo all'inizio

16 maggio 2014 | 14.51
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(Aki) - La sentenza di morte emessa da un tribunale di Khartum nei confronti di una donna cristiana accusata di apostasia costituisce "una condanna di primo grado nell'ambito di un processo che avra' tutte le sue tappe giudiziarie, fino alla Corte Costituzionale". Lo ha precisato il presidente del Consiglio Nazionale (parlamento) sudanese, Al-Fateh Ezzedin, in un commento all'emittente radiofonica locale 'Radio Omdurman', rilanciato dall'agenzia di stampa ufficiale 'Suna'.

Secondo Ezzedin, l'attenzione dei media internazionali per il caso della donna sudanese, "che e' esclusivamente in mano alla magistratura, mira a danneggiare la reputazione del Paese e del suo sistema giudiziario". Il presidente del parlamento ha quindi invitato i media a "non diffondere informazioni non veritiere", come quella che la donna ha vissuto in un ambiente non islamico. "E' cresciuta ed e' stata educata da due genitori di fede islamica", ha detto.

I media sudanesi hanno scritto nei giorni scorsi che la donna, Meriam Yahia Ibrahim, sposata con un cristiano del Sud Sudan, e' stata educata alla fede cristiana della madre, cristiano-ortodossa, mentre il padre, un musulmano, aveva abbandonato la famiglia fin dalla primissima infanzia di Meriam.

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