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Sudoku commissioni, pressing Iv sui rinnovi

22 maggio 2020 | 17.40
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M5S teme di dover cedere la Giustizia come 'contropartita' su Bonafede, Marattin alla Bilancio? Pd verso Esteri. Nannicini in pole alla Lavoro al Senato

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Un sudoku davvero complicato, quello del rinnovo dei vertici delle Commissioni di Camera e Senato. Uno schema che deve intrecciare desiderata delle forze politiche di maggioranza, equilibri nei due rami del Parlamento tenendo conto anche delle quote di ministri e sottosegretari per ogni partito. Tanto che il termine di fine giugno per il rinnovo, non è detto venga rispettato. "Potrebbe anche slittare tutto a dopo la pausa", si fa notare in ambienti parlamentari della maggioranza.

Al momento, le presidenze sono quelle del vecchio governo gialloverde: divise tra Lega e M5S. Ora la 'spartizione' sarà più articolata e dovrà prevedere un accordo a 4 tra 5 Stelle, Pd, Iv e Leu. Certo, ci sono le presidenze del Carroccio da poter mettere sul tavolo: ben 11, con ruoli di peso come la Bilancio sia alla Camera che al Senato. Ma non è detto che anche i 5 Stelle non debbano cedere qualcosa agli alleati del loro 'tesoretto' di ben 14 presidenze.

Secondo fonti M5S, Iv avrebbe messo gli occhi sulla prima Commissione (Affari Costituzionali ora a guida 5 Stelle con Giuseppe Brescia) per la cui presidenza i renziani vorrebbero Maria Elena Boschi. Un incarico di rilievo soprattutto in vista della discussione sulla legge elettorale: tema di importanza 'vitale' per il partito di Matteo Renzi. La partita vera però, viene spiegato, riguarderebbe la Commissione Giustizia, attualmente presieduta dalla M5S Francesca Businarolo. La fiducia accordata da Iv al ministro Alfonso Bonafede - il ragionamento che si fa in seno al gruppo grillino - potrebbe avere, tra le contropartite, l'approdo di una esponente Iv come Lucia Annibali alla guida della Commissione alla Camera.

Le mire di Iv, spiegano sempre i grillini, si concentrerebbero anche sulla presidenza della Commissione Bilancio (in pole c'è Luigi Marattin): casella decisiva in materia di legge di stabilità. Ma sulla Bilancio si innesca già il corto circuito: anche il Pd ha gli stessi desiderata, si parla di Fabio Melilli a Montecitorio o in alternativa Dario Stefano al Senato. "E' difficile che i grillini mollino su tutta la linea dando la Bilancio alla Camera a Iv e al Senato al Pd", si ragiona. Italia Viva inoltre vorrebbe anche la Trasporti con Lella Paita (guidata ora dal leghista Alessandro Morelli).

Per quanto riguarda la Commissione Giustizia al Senato, invece, vengono considerate alte le quotazioni dell'ex presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso (Leu). E sempre al Senato, il Pd sarebbe interessato alla Lavoro con Tommaso Nannicini, attualmente ai 5 Stelle con Susy Matrisciano. Particolarmente 'sbilanciata' poi è la Commissione Esteri, presieduta sia alla Camera che al Senato da esponenti M5S (rispettivamente Marta Grande e Vito Petrocelli), senza contare gli incarichi di governo (un ministro e due sottosegretari sono in quota 5 Stelle). Secondo le stesse fonti pentastellate, Piero Fassino del Pd si sarebbe reso disponibile per la presidenza della Commissione di Montecitorio.

Sono grillini anche i due presidenti delle Commissioni Politiche Ue (Sergio Battelli a Montecitorio ed Ettore Licheri a Palazzo Madama): ma in questo caso viene fatto notare che il ministro competente - Vincenzo Amendola - è del Pd, partito che esprime anche alte cariche Ue come Paolo Gentiloni, commissario agli Affari Economici, e il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli.

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