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Moda: sulle passerelle di Milano l'uomo dandy, romantico e raffinato

20 gennaio 2015 | 17.44
LETTURA: 6 minuti

Romantico, raffinato, dolce, sensuale, molto poco rock, massimamente espressivo della sua parte più femminile l'uomo andato in scena durante Milano Moda Uomo.

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Gucci, Autunno Inverno 2015 - 2016

Romantico, raffinato, dolce, sensuale, molto poco rock, massimamente espressivo della sua parte più femminile l'uomo andato in scena durante Milano Moda Uomo. Per quattro giorno sotto la Madonnina le proposte degli stilisti per la moda maschile del prossimo autunno inverno sono state protagoniste e hanno messo in scena una ricerca raffinata condotta tra i generi, elegante e mai eccessiva, fatta di capi sartoriali, materiali pregiatissimi, all'insegna della migliore artigianalità.

Occhi puntati sulla passerella di Gucci, per scoprire chi, dopo l'addio di Frida Giannini, avrebbe disegnato la collezione. Doveva essere, stando all'accordo stretto per l'addio dell'ex direttore creativo e la maison fiorentina, Frida stessa, che però ha optato per un'uscita anticipata dal gruppo. L'ufficio stile, guidato da Alessandro Michele, ha messo insieme in pochi giorni una nuova collezione che ha fatto tabula rasa del passato. L'eleganza urbana e ricercata della Giannini ha lasciato spazio a un gusto più romantico, bohémienne, femminile. La nuova collezione vuole esse un inno alla libertà espressiva, tra pizzi, vezzi femminili, jabot e ruches. Fiocchi ampi sulle camicie, anelli scultura, inserti in visone sono alcuni dei tratti distintivi. (Fotogallery)

Una ricerca sui generi che continua è anche quella di Prada. Non che la donna debba mutuare dal guardaroba di lui e viceversa. Ma qui si tratta del tentativo di portare all'essenza il capo nel suo essere destinato alla donna o all'uomo. Le influenze che l'uno ha sull'altra non sono lineari, ma asimmetriche e impreviste. (Fotogallery)

Stesso impegno per Giorgio Armani, alla ricerca dell'espressione più profonda dell'essere maschile e femminile. Un melting pot di razze e generi che mantengono la loro identità ma si spingono fino al confine per descrivere la propria essenza. Un'estetica che si caratterizza per elementi iconografici chiari e decisi come la giacca leggera, corta e scattante, senza rigidità che regala alla figura uno slancio nuovo. La silhouette è completata da pantaloni a vita alta, dal sapore anni Trenta, con il bacino ampio e si raccorda con una gamba affusolata e leggermente ricurva, conferendo un movimento sensuale. Nuove tecniche di confezione consentono di ottenere lavorazioni double, bordature interne e laserature, creando strutture così leggere da risultare quasi impercettibili al tatto. Materiali pregiati e lussuosi come cashmere e vicuna, cuoio e alligatore offrono un complesso di sensazioni tattili. (Fotogallery)

Un artista l'uomo Missoni in viaggio lungo la Transiberiana, romanticamente avvolto da capi sartoriali o oversize, eseguiti in cachemire pesante, fluide miscele di cachemire e seta, feltro di lana, lane leggermente maculate e mantelli fatti a mano. Fosche sfumature di nero, verde foresta, castano ramato, marrone minerale, bordeaux, cammello, peltro e inchiostro richiamano l’alternarsi di montagne, fiumi impetuosi, fitte foreste e campi rigogliosi. Pennellate di ambra intenso, verde bambù, rosso papavero, blu Prussia e blu fiordaliso evocano i lontani villaggi sparsi nel paesaggio come macchie di colore.

Punta sui pattern e sui materiali Ermanno Scervino: la fantasia check è protagonista sui cappotti in lana bouclé con interventi di shearling sui colli, e accenti di rosso, bordeaux e lime. Coté sartoriale per cappotti, caban e montgomery, con alamari in pelle cuciti a mano, declinati nei motivi sale-pepe, resca, chevron e maxi Galles e abbinati ai toni del cammello. L'interno rivela una doppiatura in maglia motivo riga anche nelle creazioni di maglieria in mohair. (Fotogallery)

La maglia e il jersey sono elementi principe della nuova collezione uomo firmata Emporio Armani. La destinazione è decisamente urbana e si caratterizza per la presenza del jersey come protagonista e della maglia come dettaglio. In particolare il panno di jersey tagliato al vivo dà forma a caban e parka realizzati in check agugliato e in tessuti effetto mohair che offrono un'immagine calda e confortevole. La ricerca sui tessuti e il gusto contemporaneo per il grafismo si esprimono nel classico jaquard tipo spigato o damier dove si intrecciano fili metallizzati oro e argento interrotti da pennellate astratte che riprendono effetti parziali dello shodo, la tradizionale calligrafia giapponese. (Fotogallery)

Una collezione raffinata per i materiali e i tagli degli abiti, ma anticonvenzionale, leggera, dedicata a uno stile di vita vicino all'arte e alla creatività. Questo porta in scena Tomas Maier, direttore creativo di Bottega Veneta. a palette è dominata da colori scuri, tra cui verde militare, verde kelly, blu navy e blu oceano, varie tonalità di verde scuro e rosso ruggine. Questi colori sono controbilanciati in modo apparentemente casuale da cammello, giallo zafferano, arancio caco, viola bizantino e rosa confetto. (Fotogallery)

Un principe l'uomo di Corneliani che può contare su un guardaroba 'nobile', nei tessuti e nelle forme: si caratterizza per le lane nodose e dall'aspetto tridimensionale o cardato, il visone ingrigito, agugliato con trame di filati preziosi, fino a capi di cashmere con particolari in pelle. La fusione tra formale e gusto sportivo è consolidata nel flusso dominante del blu e del grigio. Interpretare un lungo cappotto doppiopetto non esclude la formula del monopetto né la presenza di parka e giubbini arricchiti da finiture in pelliccia o generosi rever punta lancia. Non c'è il tempo di annodare cravatte: al collo solo piccoli foulard che completano un’immagine lussuosa e affrancata da ogni costrizione. (Fotogallery)

Fa storia a sè Dsquared2 che porta in scena un irriverente spirito canadese. Oltre a denim, pelle e T-shirt, sfilano i temi cari agli stilisti del marchio: il Canada, il mondo biker, quello rock, i classici americani e l’abbigliamento formale per la sera, ma i tessuti, i tagli e le finiture testimoniano l’evoluzione del marchio. Parka voluminosi con dettagli in canvas e gilet foderati di coyote, tessuti oleati e lucidi technical paper leather parka. Ma anche chiodo impreziositi con borchie e medaglioni, capispalla in tessuti gommati e capi fluo in panno.

Il classico Lumberjack canadese a scacchi rossi e neri è utilizzato per giacche, camicie e gilet. Mud-denim, jeans trattati come fossero coperti di fango, stivali e gilet ricordano gli outfit che i designer avevano pensato per il Drowned World Tour – 2001, di Madonna e per il suo corpo di ballo. L'Hockney (fit rilassato e taglio alla caviglia), il modello di pantaloni che aveva debuttato con la stagione Primavera Estate 2015, è riproposto in canvas, pelle e denim trattato. (Fotogallery)

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