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Forestale: oltre 57mila adesioni alla petizione 'Salviamo il Cfs'

07 aprile 2015 | 18.37
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Politici di ogni schieramento, associazioni ambientaliste e non, personalità del mondo dello spettacolo ma non solo: un coro di proteste trasversale contro l'ipotesi di scioglimento del Cfs

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Dalla società civile ai partiti, da Silvio Berlusconi a Saviano: è un sostegno trasversale, quello al Corpo Forestale dello Stato, che si è letteralmente scatenato all'indomani dell'annuncio dell'ipotesi di accorpamento ad altra forza di polizia previsto dal ddl di riforma della Pubblica amministrazione.

La petizione lanciata su Change.org per dire “No alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato” in pochi giorni ha superato i 57.500 sostenitori tra associazioni animaliste e ambientaliste (ma anche i cacciatori), sindacati e comitati di categoria, enti e personalità, da Red Ronnie a Tessa Gelisio, da Salvatore Settis a Paolo Maddalena.

Tutti uniti nel riconoscere e difendere il ruolo di primo piano svolto dal Cfs nella tutela dell'ambiente, nella difesa della legalità e nel contrasto alla contraffazione. Trasversale è stato il sostegno politico: "Il riordino delle Forze di Polizia non può passare attraverso la soppressione del Corpo forestale dello Stato: disperdere un patrimonio di competenza così importante per la protezione dell'ambiente, dell'agricoltura e del territorio sarebbe un grave errore", ha dichiarato Silvio Berlusconi.

Dalla piazza del sit-in dello scorso 31 marzo il senatore di Fi Maurizio Gasparri ha definito "la soppressione l'ennesimo crimine politico di Renzi" e per una volta della stessa opinione sono stati la senatrice di Sel Loredana De Petris (“Siamo ferocemente contrari all'accorpamento del Corpo Forestale alla Polizia di Stato. Una decisione ancor più paradossale nel momento in cui si introducono i reati ambientali nella nostra legislazione") e il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni ("Noi siamo per la razionalizzazione, per la spending review. Non siamo per buttare al macero anni di esperienza").

Ma anche all'interno del Pd si sono levate voci contrarie: “Il Corpo Forestale dello Stato ha competenze professionalità e funzioni che vanno tutelate – hanno dichiaro i senatori democratici Massimo Caleo e Stefano Vaccari – Gli appelli contro l'accorpamento provengono da più parti, sono fondati e vanno ascoltati. E' necessario prendere in considerazione le valide alternative che ci sono per raggiungere gli obiettivi della riorganizzazione e dell'efficienza dei corpi di polizia”.

La deputata campana del Pd Giovanna Palma, firmataria di una risoluzione, approvata dalla Commissione Agricoltura della Camera, in cui si chiedeva di potenziare il Corpo forestale dello Stato, all'indomani dell'annuncio della riduzione delle cinque forze di polizia aveva sottolineato: "il Governo sta facendo bene" ma "io sarei contenta se, di concerto con il Governo, il Corpo Forestale rimanesse. Qualcuno in più non fa mai male, e a volte anche la sola presenza sul territorio funge da deterrente".

Poltica ma non solo: alla voce delle associazioni e dei partiti si era aggiunta anche quella di Don Luigi Ciotti, presidente dell'Associazione Libera ("La Forestale è un insostituibile presidio di legalità") e quella di Don Maurizio Patriciello, il prete impegnato nella battaglia della Terra dei Fuochi, che ha lanciato un appello direttamente al premier Matteo Renzi a non sciogliere il Corpo Forestale dello Stato perché "togliercelo adesso significherebbe tagliarci le gambe".

Sciogliere il Corpo Forestale dello Stato "sarebbe una tragedia - spiega Don Patriciello - in questi anni, nella Terra dei Fuochi, tutto quello che è stato possibile fare lo abbiamo fatto grazie alla Forestale".

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