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Superlega, scontro con Uefa arriva a Corte di giustizia europea

31 maggio 2021 | 11.37
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Il braccio di ferro prosegue: si attende una decisione che potrebbe condizionare l'iter

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Aleksander Ceferin, presidente della Uefa - (Fotogramma)

Superlega, la partita si sposta davanti alla Corte di giustizia europea. Il Tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia europea nel contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza. L'interpretazione della Corte sarà determinante per la decisione del giudice spagnolo e per tutti gli altri tribunali che si dovranno pronunciare sul tema.

Juventus, Real Madrid e Barcellona non hanno abbandonato il progetto per l'organizzazione di una competizione per club. Inizialmente, al programma avevano aderito 12 società. In tempi brevi, hanno fatto un passo indietro Manchester City, Manchester United, Chelsea, Arsenal, Liverpool, Tottenham, Inter, Milan e Atletico Madrid. La Uefa ha avviato un procedimento disciplinare a carico dei 3 club 'ribelli' che rischiano sanzioni e in teoria potrebbero essere esclusi per 2 anni dalle competizioni continentali.

La confederazione europea, con un tweet, rende noto di aver "preso atto" degli sviluppi della vicenda. La Uefa sottolinea "il ritiro di 9 club fondatori" dalla Superlega e si dice "fiduciosa nella sua posizione" che "difenderà con forza".

SUPERLEGA, CHI C'E'? - Il progetto Superlega è ancora vivo e vegeto e nessuno dei 12 club fondatori lo ha ancora archiviato. Lo sostengono i quotidiani spagnoli 'El Confidencial' e 'Sport' secondo cui i "fondatori hanno concordato di possedere congiuntamente ed in parti uguali la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente e attraverso una serie di affiliate".

Le minacce della Uefa e di alcuni governi, così come le proteste dei tifosi, avevano fatto fare marcia indietro a Inter, Milan, Atletico Madrid, Manchester United, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Tottenham e Liverpool, ma tutti questi club avrebbero annunciato la propria uscita dal progetto solo verbalmente.

Nei fatti però nessuno dei club citati ha rinunciato realmente alle proprie azioni e quindi la società che dovrebbe gestire la Superlega è ancora di proprietà di tutte le 12 società. L'accordo firmato il 17 aprile (e depositato in Tribunale) insomma non è stato sciolto e resta in vigore a tutti gli effetti. Con tutte le 12 società che, al netto dei comunicati di rinuncia, sarebbero ancora dentro al progetto a tutti gli effetti.

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