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Tabacco: in Ue 1 sigaretta su 10 dal mercato illecito, valore 10,9 mld

24 giugno 2014 | 16.03
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Il commercio illegale passa dall’11,1% del 2012 al 10,5% del 2013.

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Una sigaretta ogni dieci consumate nell’Unione europea nel 2013 proveniva dal mercato illecito, il 33% delle quali è costituito da ‘illeciti bianchi’, un tipo emergente di sigarette illegali brandizzate e fabbricate con il solo intento di essere contrabbandate, secondo uno studio pubblicato oggi da Kpmg. Con questi numeri, si stima che i governi Ue abbiano ceduto al mercato illecito approssimativamente 10,9 miliardi di euro.

Secondo tale studio, mentre il consumo di ‘illeciti bianchi’ è aumentato del 15% rispetto al 2012, nel complesso, il commercio illegale di sigarette nell’Ue si è stabilizzato, diminuendo leggermente dall’11,1% del 2012 al 10,5% del 2013. Tale stabilizzazione è legata a una significativa diminuzione nel contrabbando di sigarette, inteso come contrabbando di sigarette legali da Paesi caratterizzati da un basso livello di tassazione a Paesi con un alto livello di tassazione, in seguito agli aumentati sforzi di industrie e governi volti a limitare questa attività illegale, e grazie all’ applicazione di leggi ad hoc.

“La nostra ricerca sul mercato illecito del tabacco ha riscontrato come nonostante ci sia stata una novità positiva per quanto riguarda la diminuzione del commercio di contrabbando dei prodotti del tabacco nell’Ue, ci siano altri trend che destano preoccupazione, tra cui il continuo aumento nel numero degli ‘illeciti bianchi’ consumati. Il nostro report, inoltre, reca un avvertimento nei confronti di alcuni paesi in cui vengono consumati ampi volumi di tabacco illegale”, commenta Robin Cartwright, Partner Kpmg.

I livelli più alti del commercio illegale nel 2013 sono stati riscontrati in Lettonia (28.8%), Lituania (27.1%), Irlanda (21.1%), Estonia (18.6%) e Bulgaria (18.2%). I maggiori volumi di tabacco illecito sono stati consumati in Germania e in Francia, rispettivamente con 11.3 miliardi e 9.6 miliardi di sigarette illegali e in Polonia e in Grecia dove gli ‘illeciti bianchi’ hanno rappresentato il 9,1% e il 12,2% del consumo totale di sigarette.

Altri risultati chiave: complessivamente, nell’Ue sono stati consumati 58.6 miliardi di sigarette illegali: quota pari al totale combinato delle vendite legali in Spagna e Portogallo, che rappresenta una perdita fiscale pari a 10,9 bianchi di euro; nel 2013, era illegale il 10,5% di tutte le sigarette consumate nell’Ue, rispetto all’11,1% del 2012 e il 10,4% del 2011; la predominanza del fenomeno del contrabbando - che esclude gli illeciti bianchi e i falsi - si è ridotta significativamente del 26,7%, pari a 35.6 mld di sigarette; gli illeciti bianchi hanno raggiunto il record di 19.6 mld di sigarette, partendo da uno zero virtuale nel 2006.

Il maggior volume di illeciti bianchi nel 2013 è stato misurato in Polonia (4.0 mld), Grecia (2.8 mld), Spagna (2.5 mld), Bulgaria (1.6 mld) e in Germania (1.4 mld). Per la prima volta dalla sua nascita nel 2006, lo studio è stato commissionato da tutte le quattro maggiori manifatture del tabacco che operano nel mercato Ue - Bat, Imperial, Jti e Pmi. Ciò ha permesso a Kpmg di accedere a più ampie fonti di dati, rendendo l’analisi ulteriormente rifinita e completa. Prima del 2013, lo studio era stato commissionato solo da Pmi sulla base degli impegni della società previsti dal suo accordo di cooperazione con l’Unione europea.

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