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Tacconi: "La scelta di Van Gaal? Avrebbe dovuto farlo anche Vicini nel '90"

06 luglio 2014 | 15.22
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Stefano Tacconi (Infophoto) - INFOPHOTO

"L'ingresso in campo del portiere olandese Tim Krul al 120' deciso dal ct dell'Olanda Van Gaal in vista dei rigori contro la Costa Rica? Avrebbe dovuto farlo anche Azeglio Vicini nel 1990", parola di Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus e della Nazionale che in occasione del Mondiale giocato in Italia era il vice di Walter Zenga, Coppa del mondo che per gli azzurri si chiuse nella semifinale di Napoli contro l'Argentina vinta dalla nazionale capitanata da Diego Maradona proprio ai rigori.

"Ci vuole il coraggio di un allenatore per fare un cambio del genere -prosegue all'Adnkronos l'ex calciatore, in bianconero dal 1983 al 1992, commentando la vittoria ai quarti degli 'orange' grazie ai due penalty parati dal 26enne Krul-. Psicologicamente se sai che vai ai rigori sei comunque concentrato come se giocassi, sicuramente Van Gaal non si è inventato una cosa lì per lì, era concordata. Aver vinto nel turno precedente ai rigori con la Grecia per il Costa Rica è stato uno svantaggio perché i rigoristi si conoscevano".

"Psicologia, coraggio, sfida con l'avversario", sono tanti i fattori che secondo Tacconi fanno la differenza in un penalty, ma il più determinante resta la "fortuna", "pesa per l'80%", spiega l'ex bianconero protagonista nella finale di Coppa Intercontinentale del 1985 tra Juventus e Argentinos Junior decisa ai rigori. "Il rigorista più forte con cui ho giocato è stato senza dubbio Platini ma anche Cabrini e Serena non erano male", ricorda Tacconi.

Secondo Tacconi "in questo Mondiale i portieri stanno avendo un ruolo più determinante che in altre occasioni", sfogliando la rosa dei numeri uno delle 32 nazionali l'ex portiere della Juventus non ha dubbi su chi sia il migliore: "Il tedesco Manuel Neuer è quello che mi ha impressionato di più, è quello che dà più sicurezza di tutti al reparto arretrato. Poi sono venuti fuori altri giocatori che non conoscevamo e che grazie a questa vetrina sono stati subito notati dai grandi club".

"Ha avuto ragione Van Gaal nel cambio, e ha fatto bene a farlo, avendo questa possibilità da giocarsi ai rigori", aggiunge all'Adnkronos il capitano dell'Italia campione del mondo di Spagna '82 Dino Zoff. "Krul non ha sofferto per nulla nell'entrare in campo all'ultimo momento, è stato giusto metterlo dentro vista l'abilità nel parare i rigori".

Nella classifica dei migliori numeri uno del Mondiale anche Zoff indica l'estremo difensore della Germania: "Neuer è una conferma, non una sorpresa. Personalmente mi ha impressionato Keylor Navas del Costa Rica, poi ha fatto un buon Mondiale il belga Thibaut Courtois e anche il numero uno degli Stati Uniti Tim Howard".

"Non credo si possa dire che i portieri hanno avuto un ruolo più determinante che in altre edizioni, si tratta di un ruolo sempre importante, le parate sono sempre decisive", aggiunge l'ex tecnico della Nazionale azzurra dal 1998 al 2000.

Lasciando da parte le parate dell'olandese Krul, Zoff resta comunque della convinzione che "se un rigore è tirato alla perfezione si segna sempre". Un rapporto, quello coi rigori, non sempre idilliaco per uno dei portieri più importanti nella storia del calcio italiano: "Il mio rapporto è stato buono e meno buono, diciamo nella media".

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