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Tagli a sanità, Lorenzin contro Cottarelli

02 aprile 2014 | 15.59
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Roma, 2 apr. (Adnkronos Salute) - "Non sono in linea con Cottarelli, perlomeno non lo sono nel metodo. D'altra parte il commissario alla spending review Carlo Cottarelli lo comprendo, visto che ha il compito di recuperare risorse per abbassare le tasse, che è indubbiamente una priorità, visti i dati drammatici sulla disoccupazione giovanile. E per farlo occorre recuperare risorse. Ma un settore come quello della sanità, dove sono avvenuti 25 miliardi di tagli, è un settore nevralgico". Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervenuta alla trasmissione radiofonica 'Prima di tutto' su Radio 1.

"La sanità è un bancomat - ha spiegato il ministro - per il semplice motivo che è l'unica spesa pubblica veramente conosciuta. Lo stesso non si può dire di altri comparti della spesa pubblica, dal personale alle consulenze, alle municipalizzate e a tutto quello che c'è intorno. In questi anni i soldi nella sanità non sono stati spesi bene. Se vogliamo cambiare le cose, dateci gli strumenti, li concorderemo con le Regioni. Se questo non si può fare, perché non c'è un accordo, una quantificazione concreta, bisognerà ripensare tutto e a quel punto sono anche giustificate misure più cruente, visto che ora tutti stanno facendo sacrifici. Ma i tagli lineari vanno a nocumento delle persone. Se noi vogliamo garantire ai cittadini una sanità che funziona, con ospedali dignitosi, tecnologie, risorse umane e scoperte scientifiche che permettano di avere le stesse prestazioni che si ottengono in Usa o in altri Paesi d'Europa, bisogna investire moltissimo nella sanità".

Per il ministro le risorse necessarie potrebbero essere recuperate all'interno del Ssn. "Non si tratta di margini che si possono tagliare dall'oggi al domani. Noi - ha aggiunto - abbiamo bisogno invece di recuperare risorse attraverso riforme strutturali. Cioè cambiando i processi di organizzazione, del lavoro, all'interno del sistema sanitario nazionale. Processi che sono stati finora fallimentari, che hanno prodotto margini di spreco enormi". Per il ministro bisogna partire da un presupposto di base: "Dobbiamo capire - afferma - se il Fondo sanitario nazionale è sufficiente cosi com'è a garantire servizi ai cittadini, servizi essenziali sempre più costosi".

Sul Patto della Salute, il ministro Lorenzin ha detto: "Sto lavorando con impegno, con ferocia direi, nel rapporto con le Regioni perché ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, per chiudere questo accordo, con all'interno delle norme di salvaguardia, che vincolino Governo e Regioni agli accordi presi, anche con poteri sostitutivi. Se si fa così, si fa una cosa che non è mai stata fatta negli anni precedenti. Se salta il Patto salta il luogo dove si possano definire riforme strutturali del sistema, e si tornerà ai tagli, che poi determineranno una crisi sociale che ancor oggi facciamo fatica a fronteggiare".

"Noi - ha affermato Lorenzin - diciamo che le persone devono stare il meno possibile in ospedale e più sul territorio, operazione che comporterebbe notevole risparmio di denaro, altro che un miliardo, avremmo risparmi enormi. Ma per farlo devi avere risorse per investire sul territorio e il tempo per seguire l'implementazione della riforma. Se questo non lo fai, puoi anche recuperare oggi 500 milioni ma domani perdi 4-5 miliardi. Abbiamo fatto la trasnfrontaliera: ma se le nostre strutture non sono adeguate, i pazienti italiani andranno a farsi curare all'estero, anziché attrarre noi pazienti stranieri sul nostro territorio. E questa é davvero una visione miope".

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