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Tangenti: arresti a Cologno, svolta con confessione impresario

18 febbraio 2014 | 10.28
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La svolta nella vicenda che ha portato all'arresto del vicesindaco e dell'assessore all'edilizia di Cologno Monzese è arrivata con la decisione di Giorgio Sangali, titolare dell'impresa che avrebbe pagato la tangente, di collaborare con gli inquirenti, confessando di aver pagato una tangente al vice sindaco Cantalupo per assicurarsi l'appalto da 28 mln relativo alla gestione e smaltimento dei rifiuti.

In meno di due mesi di intensa attività investigativa, la gdf, attraverso numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, diversi servizi di pedinamento ed appostamento, registrazione filmata di incontri, indagini bancarie e documentali, ha fatto luce sull'intero iter amministrativo dell'appalto incriminato e trovato i riscontri alle dichiarazioni accusatorie dei Sangalli.

Sono stati poi ricostruiti tutti gli incontri avvenuti nel tempo tra il vice sindaco Cantalupo, l'assessore Diaco, Giorgio e Giancarlo Sangalli, serviti a pianificare, nei dettagli, la strategia per truccare la procedura di gara. E' stato individuato anche il giorno e il luogo dove è avvenuta la consegna dei 50mila euro in contanti al vicesindaco. E sono state trovate le prove per sostenere che la Sangermano si era prestata, per conto della Sangalli - che non doveva figurare - a promuovere un ricorso sul bando di gara. In questo modo l'Amministrazione comunale di Cologno ha potuto annullare la procedura, per indirne una nuova.

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