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Tangenti, Paolo Maldini assolto in appello a Milano

25 giugno 2014 | 14.53
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L’ex giocatore del Milan era accusato di aver dato soldi a un funzionario dell’Agenzia delle Entrate per aggirare i controlli fiscali: “Sono contento ma anche arrabbiato perché ho passato 5 anni di sofferenza“. La richiesta del pg era di un anno e otto mesi di reclusione

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Nuova assoluzione per Paolo Maldini, imputato per corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. La richiesta del pg Tiziano Masini era di un anno e otto mesi di reclusione per l’ex giocatore del Milan.

Maldini, oggi presente in aula, secondo l’accusa, per evitare controlli fiscali, insieme ad alcuni imprenditori avrebbe messo ‘a libro paga’ un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, a cui si sarebbe rivolto anche per una verifica illecita sull’esito di una operazione immobiliare

Assolto in primo grado, il pm Paola Pirotta aveva presentato ricorso contro la sentenza. Soddisfatto Paolo Maldini: “Sono contento ma anche arrabbiato perché ho passato 5 anni di sofferenza. Non è stato piacevole per uno come me che si reputa una persona onesta”, ed essere un personaggio pubblico “non è stato per me un vantaggio, ma credo nella giustizia”. Felice del risultato raggiunto anche il legale Danilo Buongiorno: “Per Maldini è stato un calvario” rispetto a un’accusa da cui “ci siamo difesi sempre. La Corte d’Appello ha confermato ciò che sosteniamo da sempre”, ossia l’estraneità alle accuse da parte dell’ex calciatore del Milan.

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