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Tap, raffica di perquisizioni

16 novembre 2018 | 09.22
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(Foto di repertorio/Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Perquisite ieri le sedi legali e operative, gli uffici e i cantieri della società Trans Adriatic Pipeline Spa (Tap) a Roma, Lecce e Melendugno, sulla cui costa è previsto l'approdo del gasdotto proveniente dall'Azerbaigian. Perquisita anche la sede del laboratorio di analisi 'Sgs Italia Spa' a Villafranca padovana, in provincia di Padova, il centro di analisi utilizzato dalla multinazionale per le indagini ambientali su vari cantieri dell'opera. Le perquisizioni, condotte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, insieme ai colleghi dello stesso nucleo di Roma e Milano e del comando provinciale della città pugliese, hanno portato al sequestro di una corposa documentazione relativa ai campionamenti effettuati sulle acque di falda sottostanti il cantiere Tap in località 'San Basilio' di Melendugno dove, secondo le indagini condotte dal Noe e dall'Arpa Puglia, è stato riscontrato il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione (Csc) di alcuni parametri tra cui il cromo esavalente. Tutti gli atti sequestrati, già dalle prossime ore, saranno messi a disposizione dei magistrati leccesi che, insieme al Noe, dovranno adesso passarli al setaccio.

GLI INDAGATI - Il decreto di perquisizione locale e di sequestro è stato emesso nell'ambito del procedimento penale sulla realizzazione del gasdotto per il quale risultano indagate tre persone: R.C., 58 anni, E.M.M., 72, L.G.P., 55. L'ipotesi di reato è quella di violazione dell'articolo 137, comma 1 e 2, del decreto legislativo 152 del 2006 che riguarda la gestione degli scarichi di acque reflue industriali. Secondo quanto si apprende l'inchiesta sul presunto inquinamento della falda non è collegata agli altri due filoni di indagine tuttora in piedi.

ORDINANZA TAR LAZIO - Proprio ieri il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha emesso un'ordinanza sul ricorso presentato dalla società Tap per l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia, di una ordinanza del 24 luglio scorso del sindaco del Comune di Melendugno Marco Potì, poi confermata con una nota di fine settembre e con una nuova ordinanza di conferma di fine ottobre. Il provvedimento del primo cittadino faceva divieto di emungimento di acqua da pozzi nell'area del cantiere Tap per il superamento dei limiti della presenza di alcune sostanze pericolose e ordinava l'immediata sospensione delle attività presso il cantiere del microtunnel Tap di San Basilio.

Il Tar, ritenuto che sia necessario disporre di una istruttoria urgente, ordina all'Arpa di depositare una relazione "circostanziata e documentata" riferita agli accertamenti eseguiti e portati a conclusione (secondo quanto riferito in camera di consiglio dai legali dell'Amministrazione comunale che si era opposta), inerenti alle concentrazioni della soglia di contaminazione (Csc) nell'area di cantiere, entro il termine di 10 giorni dalla comunicazione o notifica della ordinanza dello stesso Tar. Si tratta praticamente delle stesse analisi di cui si occupa l'inchiesta della Procura della repubblica e del Noe. Inoltre il Tribunale amministrativo ha fissato per il seguito della trattazione della domanda cautelare di Tap la camera di consiglio del 5 dicembre.

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