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Tara Francesco Borghese: "Borgo Pratica di Mare riaprirà entro 2023 dopo restauri"

16 ottobre 2021 | 11.13
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Una tenuta di 200 ettari posseduta dall'aristocratica famiglia da oltre 400 anni che comprende anche gli scavi dell'antica città di Lavinium che diventeranno un parco archeologico

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Il Borgo di Pratica di Mare

Riapertura prevista nell'estate 2023 per il Borgo di Pratica di Mare, alle porte della Capitale, proprietà dei principi Borghese. Lo annuncia all'Adnkronos Tara Francesco Borghese, discendente di Papa Paolo V sotto il cui pontificato, nel 1617, avvenne l'acquisizione dell’intera Tenuta, incluso il Borgo: "Stiamo proseguendo l’intera riqualificazione della proprietà che comprende l’inestimabile patrimonio archeolgico di Lavinium e il Borgo sul quale i lavori di restauro, sotto la supervisione della Soprintenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Roma e provincia di Rieti, sono in itinere - dice Borghese - La prima fase è completata e la seconda sta per essere avviata. Contiamo di far rinascere il Borgo rendendolo vitale con funzioni ricettive-residenziali, artigianali, commerciali ed espositive, com’era un tempo. L’intenzione è di creare un polo turistico e culturale entro l'estate del 2023".

Il progetto di restauro del Borgo, prevede la ristrutturazione di tutti gli edifici, di grande ispirazione è "il modello del ‘Borgo diffuso’, già attuato in molti borghi d’Italia, con l’obbiettivo di accogliere un turismo attento e interessato alle tradizioni locali e alla storia. A ricordare l’unicità del luogo, una delle pochissime Chiese private che tutt’ora esercita funzioni religiose, da sempre punto di riferimento per l'intera zona e il magnifico Castello che domina il Borgo e che, chiarisce Borghese, "resterà in parte residenza della famiglia e sarà aperto alle visite, agli eventi culturali e privati".

Un restauro, tiene a precisare l'aristocratico romano, sostenuto "con nostre risorse da sempre ed ora anche grazie al supporto della Banca del Fucino, istituto storicamente legato al territorio e alla cultura". "Il nostro intento - dice il Principe - è che questo Borgo venga riaperto ma in piena sicurezza, con l’attività delle botteghe originarie e tipiche del Borgo, come la produzione di ceramiche dell’antica fabbrica fondata a fine 800’ da Maria Monroy-Borghese. Un aspetto, questo, che curerà personalmente mia madre, Grazia Borghese".

Nella Tenuta, annuncia Borghese, "nascerà il Parco archeologico 'Antica Lavinium' frutto di un progetto condiviso e in costante collaborazione con il Ministero della Cultura tramite la Soprintendenza competente.

L’antica città di Lavinium è nota per gli aspetti leggendari che la vogliono fondata da Enea, raccontati da Virgilio nell''Eneide'. “Gli scavi nell’area – desidera ricordare Tara Francesco - sono stati avviati a partire dagli anni '60 dall'Università La Sapienza di Roma e proseguendo il percorso di valorizzazione sostenuto nel tempo da mio padre Pier Francesco Borghese i siti archeologici già portati alla luce, verranno da progetto, messi in sicurezza e resi fruibili tramite la creazione di percorsi e visite guidate al pubblico".

"Il progetto Parco archeologico sarà curato e gestito, in collaborazione con gli enti preposti - precisa il principe - attraverso la Fondazione Lavinium, istituita nel 2017 proprio per eseguire un progetto rilevante per il patrimonio culturale collettivo. La Fondazione Lavinium - ricorda - è tra i primi fondatori dell’Associazione Rotta di Enea, che ha recentemente ottenuto la certificazione come 45° itinerario culturale del Consiglio d’Europa, promotrice di un iniziativa culturale che lega l’intero bacino mediterraneo e valorizzerà tutte le tappe toccate da Enea durante il suo viaggio, nell’ottica di un turismo culturale sostenibile e locale".

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