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Tassa soggiorno, 5% gettito usato dai Comuni per pagare mutui

16 giugno 2019 | 16.48
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(Foto Fotogramma)

La maggior parte dei Comuni ad alta vocazione turistica, che incassano la tassa di soggiorno, non la destinano allo sviluppo del settore. Il dato emerge con chiarezza da un'indagine dell'Osservatorio Jvc per la Confesercenti che fa il punto su questa imposta che dovrebbe essere una tassa di scopo. In Italia sono 1.128 (il 14,3% del totale) i Comuni che la incassano, un numero in ascesa come lo stesso gettito che quest'anno da 600 mln potrebbe raddoppiare a 1,2 mld. Ma dalla ricerca di Jfc, condotta su 229 Comuni che hanno applicato la tassa di soggiorno nel 2018, si evince addirittura come un 5% delle entrate derivanti dall'imposta venga utilizzata per il pagamento dei mutui.

Inoltre, la maggior parte dei Comuni nel rendicontare il gettito dell'imposta di soggiorno, non avendo alcun vincolo contabile specifico, si limita a comunicare quanto hanno incassato e non a dare il dettaglio dei reali investimenti. Nell'8,5% dei casi comunque viene impiegata per le spese sostenute nella gestione di eventi e manifestazioni, un altro 8,5% per pulizia, decoro e risanamento. Il 7,1% per interventi sulle strade e la viabilità e il 6,8% per la manutenzione di musei e monumenti.

A seguire una percentuale del 5,4% riguarda sia contributi per eventi e manifestazioni e sia per la gestione del verde pubblico. Per il 5,3% il gettito viene speso per rafforzare i trasporti locali e un 5,2% per l'arredo urbano. Infine 4,9% viene spesa per 'beni e servizi per eventi'.

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