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Tassara, Helene Zaleski: "Pronti a vendere intera quota Alior per 400 mln"

24 aprile 2014 | 18.11
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La Tassara è pronta a vendere la quota complessiva detenuta nella banca polacca Alior incassandone circa 400 milioni di euro, poco meno di un quinto del debito complessivo residuo contratto con le banche italiane. Lo rivela Helene Zaleski, la figlia del finanziere franco-polacco Romain Zaleski e che riveste attualmente il ruolo di presidente del consiglio di sorveglianza di Banca Alior, interpellata dall'Adnkronos.

"Sì, l'intenzione è questa", afferma dopo la vendita del 4,7% per 62,2 mln di euro già avvenuta martedì. Il controvalore della cessione della restante quota, "pari a circa il 32%", potrebbe dunque aggirarsi intorno ai 400 milioni di euro. Un guadagno a due cifre a soli due anni di distanza. Oggi il valore per azione dell'istituto quotato a Varsavia è di 79 zloty, "ma nel 2012, ai tempi dell'ipo, era di 57 zloty. Abbiamo venduto - dice - con un 38% di valore in più, non è male".

Al momento "è presto", sostiene Zaleski, per dire chi siano gli eventuali investitori anche se l'operazione di ricerca è cominciata ed è certo che si tratterà di "investitori istituzionali e non di privati". La mossa è "funzionale a ripianare parte del debito della Carlo Tassara con le banche", che ammonta a circa 2,2 miliardi di residuo. Sulle tempistiche, Helene Zaleski non si sbilancia ("preferisco non commentare questo aspetto") mentre alcuni problemi circa gli acquirenti potrebbero arrivare dall'autohority polacca: "Potrebbe - spiega - porre il veto su alcuni investitori, come del resto accade in Italia".

Quanto alle strategie complessive della Tassara, che prosegue la vendita di alcune partecipazioni (nei giorni scorsi ha ceduto l'1,7% di Mediobanca), Helene Zaleski non può rilasciare dichiarazioni: "Non faccio parte del board della Tassara", precisa. Tuttavia, non si può escludere che il gruppo di Breno possa procedere ulteriormente a fare cassa con la cessione di ulteriori partecipazioni, a partire da quelle più rilevanti come Mittel, di cui possiede il 15,3%.

Per l'alienazione di alcune partecipazioni, infatti, il momento non sarebbe sfavorevole anche perché - complice il buon andamento della Borsa da inizio anno - potrebbe essere stato raggiunto il valore di carico, ossia il prezzo dei titoli pagato al momento dell'acquisto.

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