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Tav, chiesta consultazione popolare

12 marzo 2019 | 12.47
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(AdnKronos)

Al via l'iter per consultazione popolare sulla Tav , voluta dal presidente del Piemonte Sergio Chiamparino. Sarà inviata al ministro dell'Interno Matteo Salvini la richiesta di svolgere la consultazione il prossimo 26 maggio in occasione delle elezioni europee e regionali.

"Se la risposta fosse negativa e non si potesse fare l'election day il 26 maggio - ha aggiunto - poiché io a differenza di altri rispetto le istituzioni, non farei spendere 15 milioni ai piemontesi per tenere la consultazione in altra data. Il tema potrà restare valido per la  nuova legislatura e, a quel punto, le elezioni regionali ed europee saranno l'equivalente della consultazione popolare almeno per quanto riguarda la Tav". Nella missiva il presidente sottolinea "con preoccupazione la situazione di incertezza che si è venuta a generare intorno alla regolare esecuzione dei lavori della Torino-Lione e del rispetto degli accordi internazionali che vedono impegnata l'Italia" e prosegue "anche se la consultazione popolare potrebbe essere svolta con metodi diversi dai tradizionali sistemi di voto elettorale, ritengo che un tema così delicato pretenda di essere affrontato con uno strumento di voto certo e trasparente".

"L'eventuale svolgimento della consultazione popolare nello stesso giorno delle imminenti consultazioni elettorali europee, regionali e amministrative - scrive Chiamparino nella missiva - permetterebbe di ottenere la necessaria garanzia di regolarità e, nel contempo, di conseguire un significativo risparmio economico".

"Tale consultazione - si legge ancora nella lettera a Salvini - da riservarsi all'elettorato attivo, riguarderebbe l'impegno per la Regione Piemonte di attivarsi in tutte le sedi per la rimozione degli elementi di impropria protrazione delle attività di realizzazione dell'opera e degli effetti negativi immediati sia sul territorio per la mancata attivazione dei cantieri di lavoro, sia prospettici, conseguenti all'isolamento del territorio dai grandi collegamenti di trasporto europei".

Rispondendo poi a Conte, il presidente del Piemonte vuole "ricordare al presidente del Consiglio che non ho mai chiesto un referendum sulla Tav ma una consultazione popolare che riguarda i cittadini del Piemonte e che è prevista dallo statuto regionale, che la consente per interrogare i cittadini su un tema specifico. Si può quindi svolgere sulla Tav".

"Voglio anche precisare che non ho mai telefonato al presidente Conte, non mi permetterei di disturbarlo, ma ho inviato una lettera lo scorso 5 ottobre, che qui accludo, sul tema delle infrastrutture in Piemonte. Da allora non ho mai ricevuto il minimo riscontro, così come del resto dal ministro Toninelli, cui avevo già scritto sullo stesso tema il 5 giugno 2018".

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