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Comunicato stampa

Tecnologia, il turbo auto abbatte la CO2 dei refrigeratori

19 luglio 2021 | 10.31
LETTURA: 5 minuti

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La soluzione ideata dall'ingegnere Ascani di Turboalgor riduce l’immissione di anidride carbonica del Pianeta in una delle industrie più inquinanti

PERUGIA, 19 LUGLIO 2021

Contribuire alla salvaguardia dell’ambiente in un settore, come l’industria del freddo, responsabile del 10% delle emissioni globali di anidride carbonica del Pianeta. Questo l’obiettivo della tecnologia alla base di Turboalgor, spin off del Gruppo Angelantoni, che consente l’abbattimento dell’inquinamento degli impianti di refrigerazione industriali utilizzando la stessa tecnologia del turbo delle automobili.

L’intuizione è venuta all'ingegnere Maurizio Ascani, con una passione per il settore automotive: il turbo consente di recuperare parte dell'energia che viene persa nella valvola di laminazione, dove il liquido refrigerante passa da una alta a una bassa pressione. Inserendo uno scambiatore di calore e un turbocompressore, è possibile recuperare parte di questa energia, nonché incrementare la potenza frigorifera dell'impianto:

«Mi affascina la meccanica dei motori e soprattutto la tecnologia del turbo, che consente di riutilizzare l'energia altrimenti sprecata nell'atmosfera. E che è diventata vincente quando è stata legata al motore Diesel. Senza il turbo, infatti, il diesel non avrebbe avuto le performance e la diffusione che ha oggi», racconta l'ingegnere.

Il problema maggiore che andava affrontato, nel campo della refrigerazione, riguardava l'energia sprecata, da qui l'intuizione: «Con il mio team, abbiamo applicato il turbo ai refrigeratori e sperimentato che la soluzione funzionava. I tempi erano maturi: l'idea si è sposata bene con i tempi», dichiara Ascani.

Riduzione dei consumi elettrici fino al 23% e le nuove sperimentazioni CO2

Dal punto di vista tecnico, Turboalgor opera attraverso tre soluzioni che sono tutte brevettate a livello mondiale Si tratta di una turbomacchina per gli HFC, gli HFO e l’ammoniaca NH3, di un free piston expander con una scatola di distribuzione alta pressione under patent per la CO2 e tre condotti di aspirazione per i compressori alternativi per portare efficienza anche nel campo delle piccole potenze.

La tecnologia è pensata per impianti frigoriferi nel settore della refrigerazione (bassa temperatura) e del raffreddamento (media temperatura). Ma potrà presto essere applicata anche agli impianti di condizionamento industriali, ai chiller e alle pompe di calore.

La soluzione tecnologica è stata studiata per impianti che usano tutti i possibili fluidi refrigeranti organici, gli HFC (da 20 fino a 300 kW), ma si può applicare anche agli impianti che usano fluidi frigorigeni naturali, come l’ammoniaca, e a impianti per potenze superiori ai 300 KW. In futuro, la tecnologia sarà applicabile anche a impianti con HFO. Attualmente è in corso di sperimentazione la tecnologia per impianti che usano l’anidride carbonica, di cui è iniziata la fase di testing.

I risultati che è in grado di raggiungere sono un incremento della potenza frigorifera fino al 56% e una riduzione dei consumi elettrici fino al 23%. Traguardi che guardano verso il futuro dell’industria del freddo per risolvere le criticità di oggi, soprattutto sulla riduzione della dannosità accertata dei gas HFC, che sono potenti gas serra, con un effetto di riscaldamento globale fino a 23mila volte superiore a quello del biossido di carbonio (CO2).

Tutto questo diventa ancora più significativo in un contesto nel quale si registra la crescita delle emissioni di CO2 che derivano dalle attività dell’industria del freddo, destinate a raggiungere la quota del 13% sul totale, entro il 2030. Un incremento che si spiega con l’aumento della popolazione che, nel mondo, avrà accesso a dispositivi del freddo, soprattutto nel campo food e nella salute, specie in economie come quella cinese e indiana: da 3,6 miliardi a 9,5 miliardi entro il 2050.

«Il mondo della refrigerazione è molto ampio, basti pensare solo a quanti sono i refrigeranti utilizzati, ed in forte evoluzione in questi ultimi anni, anche a causa delle regolamentazioni F-Gas. Dopo che la turbomacchina per tutti gli HFC sta prendendo piede sul mercato, a partire da quello italiano dove abbiamo cominciato a vendere, adesso stiamo valutando come portarci anche su altri mercati, in primis Europei. Nel frattempo il prototipo patentato per la CO2 transcritica, dove i valori di saving sono anche più importanti, è stato realizzato e montato al banco di test», spiega Mauro Margherita, Ceo di Turboalgor.

Un team a trazione femminile e round per 8 milioni di euro

Tra le 10 finaliste della tappa italiana dello Startup World Cup 2020, Turboalgor può contare su tre brevetti internazionali ed un quarto in corso di deposito, un team di 11 persone, di cui 5 donne, e clienti come Cesare Fiorucci S.p.A, Di Battista Food e STEF Italia.

Una tecnologia green che, per i risparmi energetici garantiti in bolletta, ha attirato investitori pubblici e privati. Fino a oggi la startup perugina, spin off del Gruppo Angelantoni Industrie, ha raccolto 8 milioni di euro di finanziamento (a scommetterci anche Banca Intesa).

La tecnologia è estremamente flessibile: industria farmaceutica, chimica, alimentare, tutto il settore della logistica e del trasporto del refrigerato, la grande distribuzione, sono tantissimi i settori di mercato in cui può trovare spazi:

La pandemia ha certamente influito negativamente sulla propensione agli investimenti nel corso del 2020 ed inizio 2021. A partire però dal secondo trimestre dell’anno in corso, si è cominciato a vedere un deciso miglioramento. Il rapporto con Nippon Gases, parte del Gruppo Mitsubishi, iniziato proprio a fine marzo 2021, si è venuto rafforzando nel corso di questi mesi e l’insieme di refrigeranti e tool di efficientamento ed incremento della capacità frigorifera costituisce sicuramente una proposta di valore importante ed interessante per le società che operano nel settore della refrigerazione», conclude Mauro Margherita.

Turboalgor è una startup innovativa che offre una soluzione che rivoluziona l’industria del raffreddamento. Detiene un brevetto internazionale e ha già ottenuto 8 milioni di euro di finanziamento (tra investimenti privati e pubblici, italiani ed europei). Info: www.turboalgor.it email: info@turboalgor.it

Angelantoni Industrie, fondata nel 1932, comprende 3 sub holding. È costituita da 6 unità produttive e logistiche in Italia, Germania, Francia, India e Cina e opera nei settori dei sistemi di test ambientali simulati, delle apparecchiature biomedicali e della sostenibilità ambientale, con particolare focus sull’ efficienza energetica e sulle più avanzate tecnologie green.

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