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Telepass nel mirino dell'Antitrust

24 settembre 2019 | 08.20
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Avviato un procedimento per possibile violazione della disciplina di derivazione comunitaria. La società: "Mai adottato alcuna pratica di 'Iban discrimination'"

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(Foto Fotogramma)

L'Antitrust ha avviato un procedimento nei riguardi di Telepass per possibile violazione della disciplina di derivazione comunitaria che vieta di impedire o applicare condizioni diverse ai consumatori che intendano pagare attraverso domiciliazione su conti correnti esteri cosiddetti 'Iban discrimination'. Lo comunica l'autorità in una nota.

Dalle informazioni raccolte (segnalazioni, rilevazioni sul sito e informazioni fornite dallo stesso professionista), sembra, spiega l'Antitrust, che non sia possibile attivare il servizio Telepass se il consumatore intende pagare attraverso un conto corrente estero, in violazione delle norme di cui al D. lgs n. 135 del 18 agosto 2015 di attuazione del Regolamento Ue 260/2012, volto a creare un mercato integrato dei pagamenti elettronici in euro. I provvedimenti di avvio del procedimento sono stati notificati nell’ambito delle ispezioni effettuate ieri, 23 settembre, dall’Autorità in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Telepass non ha mai adottato alcuna pratica di 'Iban discrimination', come comprova il fatto che diverse migliaia di clienti della società risiedono e hanno conti correnti in Paesi europei al di fuori dell’Italia, e che Telepass è il principale sistema di tele-pedaggio attivo in 13 Paesi europei, precisa la società. Come tutte le piattaforme di pagamento, Telepass, si legge in una nota, richiede l’identificazione dei nuovi clienti online, operazione che viene delegata agli istituti bancari presso i quali risiede il conto dove vengono addebitati i pedaggi. L’istruttoria dell’Antitrust riguarda un numero limitatissimo di clienti con conti su banche estere - circa una decina di persone negli ultimi due anni su un totale di 6 milioni di utenti - per i quali non è stato possibile ottenere adeguate garanzie di riconoscimento.

Tali pratiche di identificazione del titolare del contratto Telepass sono infatti necessarie per tutelare i consumatori, in Italia come all’estero, evitando che chiunque possa aprire contratti indicando in modo illecito Iban di terze persone. Nonostante l’esiguità del fenomeno, la società ha già messo a disposizione un sistema alternativo sulla sezione in inglese del proprio sito, “Go By Telepass”, che permette ai clienti di sottoscrivere un contratto e quindi identificarsi tramite la propria carta di credito.

E’ interesse della società, sottolinea ancora la nota, ampliare ulteriormente le modalità di accesso ai propri servizi: per questo Telepass sta sperimentando modalità diversificate di auto-identificazione online da parte del cliente, come il “selfie dinamico” oppure il “penny-check”, pratiche già in uso presso diverse piattaforme di pagamento americane e anglosassoni.

In un’ottica di trasparenza e collaborazione, Telepass ha già anticipato la realizzazione di tali iniziative all’Antitrust, nell’ambito del procedimento di verifica avviato dall’Authority, ed è comunque pronta a valutare d’intesa con l’Autorità ogni ulteriore utile iniziativa a tutela dei propri clienti e della sicurezza delle transazioni.

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