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Mo, palestinese 17enne ucciso in scontri a Gerusalemme

30 novembre 2015 | 08.38
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Foto di repertorio (Afp) - AFP

Un giovane palestinese di 17 anni è stato ucciso dalle forze israeliane durante scontri a Gerusalemme Est, nella zona di Ras El-Amud, nel quartiere di Silwan. Lo ha denunciato il Wadi Hilweh Information Center, secondo cui Ayman Samih al-Abbasi è morto dopo essere stato colpito al torace. La notizia della morte del ragazzo è stata confermata dal ministero della Salute palestinese, come riporta la tv satellitare al-Jazeera.

Secondo la polizia israeliana, negli scontri sono state lanciate molotov contro gli agenti. L'agenzia di stampa palestinese Maan, che cita il Wadi Hilweh Information Center, precisa che il giovane era stato in carcere in Israele per 18 mesi e per dieci mesi ai domiciliari. Per oggi, riferisce la stessa Maan, i gruppi palestinesi hanno proclamato una "giornata della rabbia".

Intanto due minorenni israeliani sono stati riconosciuti colpevoli da un tribunale israeliano per la brutale uccisione del luglio dello scorso anno del giovane palestinese Muhammad Abu Khdeir. Per il principale imputato, il 30enne israeliano Yosef Haim Ben-David, slitta la sentenza del tribunale di Gerusalemme dopo che la difesa ha presentato nuove perizie chiedendo che venga riconosciuta l'infermità mentale. Lo riferisce l'agenzia di stampa Dpa, che cita i media israeliani. Muhammad Abu Khdeir, 16 anni, era stato costretto il 2 luglio del 2014 a salire su un'auto a Gerusalemme Est e il suo corpo senza vita era stato ritrovato poche ore dopo il sequestro in un bosco a Gerusalemme. I tre sono accusati di averlo rapito, malmenato e di averlo bruciato vivo in una sorta di vendetta per l'uccisione di tre adolescenti israeliani in Cisgiordania.

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