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Tercas, la Procura di Roma conferma le accuse per l'ex dg Di Matteo e Samorì

09 aprile 2014 | 16.56
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La Procura di Roma chiude le indagini preliminari e conferma le accuse nei confronti dell'ex direttore generale di Banca Tercas, Antonio Di Matteo, e, tra gli altri, gli imprenditori Gianpiero Samorì, Raffaele Di Mario e Francescantonio Di Stefano, ai quali vengono contestati i reati di associazione a delinquere, aggravata dalla transnazionalità, appropriazione indebita aggravata, bancarotta fraudolenta aggravata e ostacolo alle funzioni di vigilanza. E' quanto apprende l'Adnkronos.

All'ex presidente della banca, Lino Niisi, è contestato solo il reato di ostacolo alle funzioni di vigilanza. L'associazione a delinquere viene inoltre contestata a Cinzia Ciampani, Cosimo De Dora, Pancrazio Natali, Antonio Sarni, Pierino Isoldi e Vittorio Casale.

Samorì, candidato premier alle ultime elezioni politiche per il Mir, movimento politico da lui fondato e diretto, a gennaio di quest'anno, dopo l'interrogatorio spontaneo in Procura, esprimeva "il più grande apprezzamento" per come era stato tratto dal Pm, che gli aveva "restituito integra l'onorabilità" usando "un trattamento da vero Paese civile", prevedendo che arrivasse "l'archiviazione entro qualche mese". Oggi, invece, la conferma dell'impianto accusatorio.

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