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Terna, l'ad Del Fante: "Pronti 6,6 miliardi di investimenti per la rete elettrica"

17 luglio 2016 | 14.19
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Matteo Del Fante (Fotogramma)

"Abbiamo un piano di sviluppo che prevede 6,6 miliardi di euro. I nostri investimenti quando vengono approvati oltre al costo devono presentare una valutazione tecnica del risparmio e dei benefici per il sistema. Ci deve essere un rapporto superiore all’1,5 tra i benefici generati e i costi. La connessione con la Sicilia è costata circa 700 milioni e genera risparmi annui stimati in 600 milioni". Lo ha detto Matteo Del Fante, 49 anni, ad di Terna, la società delle reti controllata da Cassa depositi e prestiti attraverso Cdp Reti con il 29,8%, in una intervista al 'Corriere della Sera'.

Quanto alle isole troppo piccole o troppo lontane, per le quali è economicamente inefficiente il collegamento, spiega, "abbiamo il programma “Smart island”, progetti innovativi "che combinano la produzione da fonte rinnovabile a sistemi per l’accumulo dell’energia e soluzioni hi-tech per la per la gestione della domanda".

"Abbiamo 25 linee operative. Le linee di prossima costruzione, che sono in stato di avanzamento di realizzazione, sono una nuova interconnessione con la Francia sotto il tunnel del Frejus e una attraverso il Montenegro con i mercati dei Balcani, aprendo per la prima volta una nuova via per lo scambio di energia da fonti rinnovabili, tra cui l’idroelettrico. Ed è allo studio una linea con la Tunisia. È già stata inserita nel piano elaborato dall’associazione europea delle reti Entso-E, che prevede complessivamente 150 miliardi di investimenti per circa 200 progetti principali tra cui questo", conclude Del Fante.

ABRIGNANI, DA GRUPPO VISIONE PROSPETTICA E POSITIVA - "Il piano di Terna mi sembra abbia una visione molto prospettica. D'altra parte un paese industriale come l'Italia deve avere una interconnessione e infrastrutture all'altezza" commenta gnazio Abrignani, vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera. "E' una visione positiva di crescita che se uniamo agli investimenti sulla fibra ottica di Enel con Metroweb danno l'idea di un Paese che si muove verso la modernità. Speriamo vadano fino in fondo". "Siamo contenti che al vertice di imprese così importanti ci sia gente che abbia una visione di così ampio respiro", aggiunge. "Il Paese ha sul fronte energia due grandi opportunità che Terna mi sembra cogliere in pieno: la prima è legata ad uno sviluppo delle fonti rinnovabili che in Italia potrà essere molto più forte che nel Nord Europa; l'altra, che Del Fante richiama è quella dell'efficienza energetica. Cioè riuscire a risparmiare non modificando le proprie condizioni di vita ma risparmiando sul costo", prosegue. L'efficienza energetica, d'altra parte "è l'unica a produrre crescita mettendo in moto lo sviluppo di un paese", prosegue Abrignani che sintetizza: "Rinnovabili ed efficienza energetica sono i due cardini su cui andare avanti".

PIRANI, PIANO INTERESSANTE MA GARANTIRE TRANSIZIONE - "E' un piano interessante ma va inserito in un contesto di programmazione, di un piano industriale, cioè, che coinvolga tutti i player, dalla produzione alla distribuzione e che garantisca la transizione dal carbone alle fonti rinnovabili" dichiara il leader Uiltec, Paolo Pirani. "Il problema che abbiamo in Italia è che ogni player del settore elettrico si muove per conto proprio. Manca un piano, una programmazione del governo che assegni all'energia una centralità precisa nell'agenda del Paese e che invece colpevolmente i diversi esecutivi che si sono succeduti hanno voluto tenere ai margini delle politiche industriali". Non solo. "Serve anche garantire la transizione dal carbone alle fonti rinnovabili," dice ancora Pirani che ricorda come già ora la crisi del termoelettrico coinvolga 10 mila addetti e si ponga come una delle emergenze sociali del Paese. "In questo quadro, dunque, è positivo il volume degli investimenti che Terna mette sul piatto: fornisce opportunità ma apre, appunto, altre questioni da risolvere, come la necessaria riconversione degli impianti che chiuderanno per il passaggio verso le rinnovabili. Per questo quello che serve è "garantire la transizione ma anche indicare la strada, le scelte e i tempi", conclude Pirani all'indirizzo del governo.

MICELI, DA PIANO GIUSTA PROSPETTIVA MA VALORIZZARE SUD - "Trovo giusto che si rafforzi la rete di trasmissione e mi pare che gli obiettivi del piano siano realistici. Ma dico anche: attenzione ad immaginare che gli investimenti si facciano solo all'estero" dice il segretario generale Filtcem, Emilio Miceli. "Vedremo poi meglio nel dettaglio la proposta nel corso del prossimo incontro con i vertici di Terma ma la prospettiva è quella giusta anche se mi permetto di aggiungere che bisogna guardare al Mezzogiorno e al crescente sviluppo delle rinnovabili che potrebbe essere il presupposto per un rilancio del Sud. Il paradigna è destinato a cambiare e proprio con le rinnovabile il Mezzogiorno potrà diventare l'hub italiano", aggiunge. Per la Filctem però resta un punto aperto: "Quello italiano è l'unico mercato liberalizzato in cui la bolletta energetica cresce invece che buttare giù i prezzi", dice ancora Miceli che sottolinea come "il miz tra costo di mercato e tassazione sia un mix insopportabile che Terna non può pensare di scaricare sempre sui contribuenti".

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