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Dighe, Grandi Rischi: "Situazione sotto controllo, niente panico"

23 gennaio 2017 | 14.32
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"La guardia è molto alta sulla questione del lago di Campotosto, ma non è una situazione che possa giustificare panico". E' il Vicepresidente della Commissione Grandi Rischi, Gabriele Scarascia Mugnozza, a chiarirlo parlando con l'Adnkronos. Raggiunto telefonicamente, il docente di Geologia Applicata alla Sapienza spiega che "su quel territorio incidono tre scenari di pericolo che sono stati e sono tutt'ora studiati e valutati", per questo "già dal 24 agosto scorso, cosa molto importante, l'invaso di Campotosto è stato ridotto" e "la situazione è sotto controllo".

In seguito alle continue scosse di terremoto, "la situazione del lago di Campotosto richiede la massima attenzione, sorveglianza e monitoraggio" rimarca Scarascia Mugnozza, ma "non è una situazione tale da far prevedere conseguenze serie sul territorio per l'incolumità delle persone e la tutela dei beni".

"Sul lago di Campotosto - spiega il geologo - incidono tre dighe ed i problemi che potrebbero verificarsi, in caso di sisma di forte magnitudo, potrebbero avere tre diverse origini. Nel primo scenario valutato, il sisma provocherebbe uno scuotimento che potrebbe portare problemi di stabilità ad uno dei corpi diga, ma su questo punto Enel ha già fatto verifiche e test per cui, anche a fronte di un sisma di magnitudo 6.7, non si riscontrano conseguenze di stabilità sul corpo diga".

Il secondo scenario, riferisce Scarascia Mugnozza, riguarda "un corpo della diga a Rio Fucino, nei pressi della faglia di Monte Gorzano, dove i recenti terremoti hanno prodotto episodi di fagliazione superficiale. In caso sempre di sisma forte, una rottura di superficie potrebbe coinvolgere la diga. Ma anche su questo scenario -assicura- sono state fatte e sono tutt'ora in corso le verifiche del caso".

Il terzo scenario, continua il Vicepresidente della Commissione Grandi Rischi, "riguarda le sponde del Lago di Campotosto che, con un sisma elevato, potrebbero essere soggette a conseguenze provocate da frane". "Se entrassero volumi di roccia franata nell'invaso, infatti, potrebbe verificarsi un'onda nelle acque del bacino, pericolo questo che, frainteso nel suo contenuto tecnico-scientifico, ha generato il travisamento sul cosiddetto effetto Vajont". Ma, assicura ancora Scarascia Mugnozza, "anche questo scenario è pienamente valutato e monitorato".

"Insomma -continua il geologo-, anche se si verificassero tutti e tre questi problemi, non si dovrebbero avere conseguenze serie sul territorio e per l'incolumità delle persone e per la tutela dei beni" proprio perché, ribadisce, "il livello dell'invaso di Campotosto è stato ridotto e quindi la situazione è sotto controllo". "Sulle dighe nell'aerea sismica la guardia è molto alta, ma non c'è panico" insiste l'esperto.

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