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Terremoto: pecore in P. Montecitorio, Coldiretti 'basta ritardi'

07 marzo 2017 | 12.17
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"La burocrazia uccide più del terremoto". E' solo uno degli striscioni che da stamattina campeggiano in Piazza Montecitorio, tinta di giallo per la protesta degli allevatori Coldiretti provenienti dalle aree recentemente colpite dal sisma. "Abbiamo perso gli animali, non la dignità", spiegano gli organizzatori della protesta - intitolata #Stalletradite - elencando i danni subiti in seguito agli ultimi eventi sismici: "10mila capi morti, feriti e abortiti; 1.400 fra stalle e fienili inagibili; 30% in meno nella produzione di latte; dimezzamento delle presenze turistiche nei 3.400 agriturismi" delle 4 regioni interessate dal terremoto, ovvero Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio.

Gli allevatori - che per l'occasione hanno portato in piazza anche alcune pecore - chiedono un rapido intervento da parte del governo, accusato di scarsa celerità nella ricostruzione di stalle e fienili. "I bandi di gara sono partiti con enorme ritardo - lamenta la Coldiretti - spesso con tali rigidità burocratiche da portare alla selezione di fornitori inadeguati e insolventi".

Quello che occorre nell'immediato, sottolineano gli allevatori, è una rapida erogazione dei fondi "dovuti alle imprese colpite, per garantire la liquidità necessaria per la ripresa delle attività e far fronte ai danni subiti". Secondo gli organizzatori della protesta, inoltre, serve creare una "robusta cintura di sicurezza" articolata in "piani di decontribuzione a favore di famiglie e imprese già operanti, misure di defiscalizzazione per chi investe nei territori colpiti e incentivi per favorire la ripresa dei flussi turistici".

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