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Terremoto, Protezione civile: "Molti preferiscono tende a hotel"

08 settembre 2016 | 12.23
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"Al terremoto sono seguite 6000 repliche, il territorio è ancora soggetto allo sciame sismico. Le vittime sono a oggi 295 e siamo al quattordicesimo giorno di scavi, ma già stiamo programmando la ricostruzione". Il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio alla Commissione Ambiente ha riferito questa mattina alla Camera dei Deputati sullo stato degli interventi di protezione civile nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto scorso e sul passaggio dalla gestione dell’emergenza alla fase della ricostruzione.

"Per la realizzazione delle abitazioni provvisorie - annuncia Curcio - abbiamo stimato 7 mesi: si tratta di case con tutti i servizi, per le quali bisogna però creare urbanizzazione. In corso a tal proposito la valutazione geologica delle aree in corso e dei fabbisogni dei nuclei familiari da parte dei Comuni. Queste attività al momento riguardano solo le aree rosse. Sono ancora da fare le verifiche per le altre aree. Lo Stato darà un contributo di 200 euro a persona per un massimo di 600 euro a famiglia per chi si sistema da solo, presso parenti o stipulando autonomamente contratti d'affitto".

"Alcuni cittadini preferiscono la tenda all'idea di spostarsi in un hotel a Rieti - spiega - e a tal proposito temo molto gli organi di informazione, che invito, nel sottolineare le difficoltà nelle tende, a tenere conto che molti non vogliono lasciarle. Chi ha un'azienda agricola sarà sistemato in un container nel proprio terreno dopo le opportune valutazioni alluvionali e geologiche. Ho accolto molto bene la nomina di un commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, che sta già lavorando insieme a noi. Con lui ho lavorato già in Emilia. Penso che avendo scritto le normative di protezione civile in tempo di pace e sommandoci l'esperienza di questi giorni avremo a breve dei decreti delegati efficienti ed efficaci".

"Con il ministro Delrio abbiamo fatto dal primo giorno una rapida ricognizione delle aree - aggiunge Curcio - e lo stesso presidente del Consiglio è giunto il 24 stesso. Il Comitato Operativo, partito da subito, è stato poi sciolto il 28 agosto e da lì ha avuto inizio il lavoro della Dicomac di Rieti. Da segnalare anche l'accordo stipulato con gli operatori telefonia mobile ha portato 13 milioni e mezzo di euro".

"Abbiamo realizzato un collegamento importante con Bruxelles - spiega - Non abbiamo avuto necessità di supporto tecnico di squadre che provenissero dall’unione ma abbiamo attivato il meccanismo del fondo europeo per recuperare risorse da utilizzare nella primissima fase dell’emergenza. In ambito internazionale abbiamo lavorato in sinergia con il ministero degli Esteri dal momento che sono 18 i cittadini stranieri tra le vittime. Sono state attivate in Europa filiere informazioni, su tutte Copernicus, per la mappatura dei danni, di cui l'Italia è leader nel continente".

"Ottima l'intesa con Anci, Regioni, istituti di ricerca e associazioni di volontariato - sottolinea Curcio - per un totale di oltre 5000 persone scese in campo. Nell'emergenza abbiamo messo a frutto pianificazioni su cui abbiamo lavorato per anni come il Programma Nazionale di Soccorso. Le temperature si stanno abbassando e sta piovendo molto anche per ore e ore di seguito: c'è dunque urgenza di spostare le persone".

Errani: "Vogliamo ricostruire bene" - "Intendiamo ricostruire e ricostruire bene", ha affermato Vasco Errani, oggi in sopralluogo a Montegallo, nell'ascolano. Riguardo ai danni provocati dal terremoto, Errani, come riporta SkyTg24, ha ribadito che "il riconoscimento del danno si farà in relazione alle schede Aedes che si stanno facendo e sarà riconosciuto il danno diretto del terremoto". "La prima cosa è la dignità di queste persone, la dignità delle loro condizioni, per questo non possiamo tenere i campi", ha aggiunto Errani spiegando che è iniziato ad Accumoli il percorso di ricollocazione delle persone finora nelle tende, un percorso "in atto in tutti i comuni".

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