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Terrorismo: Islam e Web, cosi' cresce nuova generazione jihadisti italiani (2)

15 aprile 2014 | 14.17
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(Aki) - Gran parte di questi giovani aspiranti jihadisti vivono nell'Italia settentrionale e in particolare in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, ma anche in Toscana e in Campania. Vidino racconta tre casi emblematici di giovani jihadisti cresciuti nella provincia di Brescia e in Liguria, o 'Liguristan' come la definiva Giuliano Delnevo. Il ragazzo, nato a Genova nel 1989, si era convertito all'Islam a 18 anni, diventando Ibrahim Giuliano.

Lavorava in un cantiere navale e, si racconta nell'ebook, "fu li' che incontro' un gruppo di operai membri della Tablighi Jamaat, un movimento missionario islamico i cui adepti si prefiggono di spargere la loro visione estremamente conservatrice dell'Islam". Inizio' per lui un percorso di progressiva radicalizzazione, con un tentativo di creare un network di jihadisti italiani e l'apertura di un profilo su YouTube chiamato Liguristan e destinato alla diffusione di "messaggi religiosi e politici dai toni sempre piu' forti".

Dopo un viaggio sul confine tra Turchia e Siria e un tentativo fallito di unirsi al jihad contro Assad, Ibrahim Giuliano torno' a Genova per poi, dopo pochi mesi, ripartire per la Siria, riuscendo questa volta a entrarvi e a schierarsi con un gruppo jihadista. Da li' chiamava il padre via Skype, raccontandogli le sue giornate sul campo di battaglia. Fino a quando, a meta' giugno, il padre ricevette una telefonata da uno sconosciuto, che gli comunico' che il figlio era era morto da "martire" la notte precedente mentre cercava di aiutare un commilitone somalo ferito. "Il suo elogio funebre - racconta Vidino - in cui Delnevo e' chiamato Abu Musa, e' apparso su vari siti jihadisti, incluso al-Fidaa, uno dei più importanti". (segue)

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