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Terrorismo: mamma Solesin, odio non serve, integrare da scuola

04 ottobre 2016 | 16.05
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"Sono insegnante in una scuola per adulti. Vedo tutti stranieri, un sacco di musulmani, di pakistani. Non sono diversi da me. Cosa serve l'odio? Distrugge anche la tua vita, non serve a niente. Io sono per cercare di capire, l'unico strumento è la conoscenza". Non prova odio ma cerca di capire e parla di integrazione Luciana Milani, la mamma di Valeria Solesin, la giovane ricercatrice uccisa il 13 novembre scorso nell'attentato terroristico al teatro Bataclan di Parigi. Luciana Milani era presente in mattinata, a Palazzo Marino a Milano, per la presentazione di un premio per complessivi 41.400 euro destinato a studentesse e studenti delle università italiane dedicato alla figlia, Valeria Solesin.

"In Francia -afferma la mamma di Valeria Solesin a cerimonia terminata- hanno fatto molto per la laicità, non so se funzionerebbe anche in Italia. Forse da noi serve qualcosa di diverso, loro hanno una storia diversa. Certo è molto difficile". Ma, aggiunge Luciana Milani "se c'è una istituzione che ha come missione l'integrazione questa è la scuola. Integriamo bambini con tutti i tipi di handicap, di ogni razza".

Difficile fare prendere alla mamma della giovane Valeria una posizione sulla politica, soprattutto quando parla di 'muri'. " Uno prende i voti così, ma non voglio entrare nel merito -replica a margine della cerimonia Luciana Milani-. È un tema complicato da tutti impunti di vista, rifuggo anche dalla retorica dell'integrazione e non sono affatto una buonista. Non ci sono soluzioni semplici e problemi complessi, non ho una ricetta".

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