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Terrorismo: Acs, i cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato

13 ottobre 2015 | 20.30
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La chiesa di Sant’Elia a Qusayr, località che dista 45 km da Homs, in Siria. - (Foto da acs-italia.org)

"I cristiani sono il gruppo religioso maggiormente perseguitato e la loro condizione continua a peggiorare in molti dei Paesi in cui affrontano da tempo gravi limitazioni alla libertà religiosa". È quanto emerge dal documento 'Perseguitati e dimenticati: rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2013 e il 2015', presentato dall'Acs, la fondazione pontificia 'Aiuto alla Chiesa che soffre'.

Il rapporto nasce come integrazione del 'Rapporto sulla Libertà religiosa nel mondo' divenuto biennale dal 2006 e analizza la situazione nei 22 Paesi in cui i cristiani subiscono gravi limitazioni alla libertà religiosa. Lo studio rileva come il numero dei Paesi in cui i cristiani soffrono sia ancora molto alto e come in molti casi la situazione stia peggiorando.

"In ben 17 dei 22 Paesi analizzati, infatti, la condizione dei cristiani si è aggravata, nel biennio preso in esame. Il numero delle nazioni classificate come di 'estrema persecuzione' - riferisce il rapporto di Acs - è salito da 6 a 10: a Cina, Eritrea, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Corea del Nord si sono infatti aggiunti Iraq, Nigeria, Sudan e Siria.

La fondazione 'Aiuto alla Chiesa che soffre' sottolinea che "le 'nuove entrate' siano tutte segnate dall’ascesa dell’estremismo islamico, che si conferma come una delle principali minacce alla comunità cristiana. Dieci dei 17 Paesi in cui si sono registrati peggioramenti sono stati colpiti dalle violenze dei fondamentalisti".

Un caso eclatante è quello dell’Iraq, dove oltre 120.000 cristiani sono stati obbligati a scegliere se convertirsi o morire dallo Stato Islamico. Anche in Nigeria, la setta estremista Boko Haram ha costretto alla fuga 100.000 cristiani dalla sola diocesi di Maiduguri, nella quale sono state distrutte ben 350 chiese.

"Le violenze spingono sempre più cristiani ad emigrare, mettendo a rischio l’esistenza stessa di alcune comunità - avverte il rapporto Acs - L’esodo cristiano dal Medio Oriente sottolinea la non remota possibilità che la secolare presenza cristiana nella regione possa estinguersi".

Tuttavia, "non è l’estremismo islamico l’unica forma di fondamentalismo che si mostra ostile nei confronti dei cristiani. In India i movimenti nazionalisti indu hanno messo a segno numerosi attacchi anticristiani e in Sri Lanka estremisti buddisti hanno distrutto o causato la chiusura di numerose chiese. Preoccupa anche l’aumento di attacchi anticristiani in Israele, l’unico Paese mediorientale però in cui la popolazione cristiana è in crescita".

Il rapporto di Acs considera inoltre alcuni Paesi in cui il grado di violazioni alla libertà religiosa è meno grave ma che tuttavia destano preoccupazione. "In Russia, la legge è piuttosto severa nei confronti dei cristiani e in alcuni casi le comunità religiose non hanno potuto registrare le proprie chiese. In Turchia, i cristiani sono tuttora considerati cittadini di seconda classe e temono fortemente l’ascesa del fondamentalismo all’interno della società".

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