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Terrorismo: Turchia decisa a fermare flusso jihadisti Is in Iraq e Siria

19 settembre 2014 | 14.41
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La Turchia è determinata nel voler interrompere il flusso di jihadisti provenienti dall'Europa e che usano il suo territorio per aderire allo Stato islamico (Is) in Siria e in Iraq. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu al termine di un incontro con il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier a Berlino. Cavusoglu ha reso noto che la Turchia ha una lista di persone no grate con seimila nomi e ha già rimpatriato circa un migliaio di persone che dal territorio turco volevano raggiungere la Siria e l'Iraq.

Il capo della diplomazia turca si è quindi detto ''rattristato dalle accuse ingiuste'' ad Ankara di essere inefficace nel fermare i jihadisti stranieri che intendono unirsi all'Is. La Turchia può solo agire su indicazione di altri Paesi, ha spiegato, invitando i governi stranieri ad aumentare lo scambio di informazione sui possibili estremisti. ''La Turchia non può combattere il fenomeno da sola. Prima di tutto ha bisogno che informazioni di intelligence vengano scambiate con i nostri alleati, come la Germania, l'Europa e gli Stati Uniti'', ha detto Cavusoglu.

''L'ideale sarebbe che le persone venissero identificate prima di lasciare i loro Paesi per evitare che entrino in Turchia o vengano rimpatriati una volta entrati'', ha aggiunto. Le autorità della sicurezza di Berlino hanno stimato che circa tremila cittadini dell'Europa occidentale si sono unite allo Stato islamico, tra i quali 400 tedeschi.

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