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L'allarme

Ti spiano su WhatsApp? Fai così

28 gennaio 2017 | 09.01
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(Fotogramma)

Un servizio non richiesto dall'utente che rischia di mettere (a volte inutilmente) in allarme i titolari di un profilo WhatsApp. E' quanto sta accadendo a tantissimi clienti Android che negli ultimi tempi stanno ricevendo al loro ingresso nella chat un messaggio da brividi: "Qualcuno - si legge infatti nel pop-up che si materializza sullo schermo - sta spiando nel tuo WhatsApp". Ma cosa accade veramente? Qualcuno si è davvero intrufolato a distanza nel nostro smartphone? A spiegarlo è il sito di informazione e consulenza legale La Legge per Tutti.

"La soluzione - tranquillizzano gli esperti - è semplice e soprattutto meno grave di ciò che, forse, stai temendo: hai installato sul tuo cellulare (volontariamente o meno) un software tra le cui funzioni c'è quella di bloccare l'accesso a terzi estranei nel momento in cui tentano di entrare in determinate app. In pratica - entra nel dettaglio La legge per Tutti -, tra le funzioni di queste app, c'è anche quella di immettere una password (che deve attivare e scegliere il proprietario stesso del cellulare) per l'accesso a determinati applicativi come appunto WhatsApp, Facebook, Messenger o gli sms".

E il nodo della questione è tutto nella chiave d'accesso alla app, soprattutto nel malaugurato caso che qualcuno prenda in mano il vostro smartphone per curiosare, lontano dal vostro controllo: "Se questa password viene sbagliata per ben due volte, al terzo tentativo - spiegano ancora - il cellulare scatterà una foto, in modo tale che il proprietario, in un secondo momento, potrà scoprire il volto dell'intruso e sapere chi stava tentando di spiare nelle sue conversazioni segrete. Insomma, tu non sei la vittima, ma al contrario il beneficiario di un servizio che - questo sì - forse non avevi richiesto".

Nessuna operazione di spionaggio in remoto, quindi, e nessun virus a infettare il telefonino: ad aver istallato l'app - che magari si spacciava per un semplice antivirus o come app 'spazzina' per file obsoleti che intasano la memoria - è l'utente stesso. "CM Security AppLock, LEO Privacy e Chat Lock - sottolinea ancora La Legge per Tutti - sono alcune di queste app che potresti aver installato sul tuo Android, colpevoli di questo 'scherzetto'. Ma non ci sono problemi: qualora le disinstallerai, il messaggio non comparirà più. O, altrimenti, potresti disattivare solo la funzione che immette la password alle tue principali app".

Niente paura, quindi, perché non si tratta assolutamente di un tentativo di hackeraggio alla vostra chat: i messaggi su Whatsapp infatti non possono essere criptati e intercettati da terzi in remoto. Nella peggiore delle ipotesi, solo impossessandosi del vostro telefono e installando un software apposito, riuscendo inoltre a fare in modo che l'utente clicchi su qualche allegato 'malevolo', sarebbe possibile sapere a distanza cosa digita la vittima sulla tastiera. Ma si tratta di un'operazione estremamente rara e non è certo questo il caso.

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