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Tim, Kkr conferma l'interesse e 'apre' su rete unica

24 marzo 2022 | 17.00
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Kkr, azionista al 37,5% di Fibercop, la società per la rete secondaria di Tim, conferma l'interesse per il gruppo in risposta alla richiesta di chiarimenti e precisazioni da parte del board ma per la prima volta 'apre' all'ipotesi di integrazione con l'infrastruttura di Open Fiber. Sono questi, secondo quanto confermano all'Adnkronos fonti finanziarie, gli aspetti principali della lettera giunta nella serata di ieri a Corso d'Italia. Kkr sarebbe "pronta a valutare" con Tim la possibilità di un'integrazione della rete con quella di Open fiber qualora questo "crei valore per gli azionisti nel rispetto" delle indicazioni e delle tempistiche dell'Antitrust. Inoltre, nella lettera del fondo Usa sarebbero citati anche 'scambi positivi' con le istituzioni italiane.

E la Borsa premia - con rialzi fino al 9% poi ridimensionati ma sempre consistenti - la conferma dell'interesse di Kkr e secondo alcuni anche l'avvio su basi più concrete del progetto di rete unica: sul dossier si sono espressi favorevolmente sia il consulente del governo Francesco Giavazzi che l'Ad di Cdp Dario Scannapieco. Ma non è solo la NetCo che dovrebbe vedere la luce prima della semestrale a registrare l'interesse dei fondi. Nel chiarire che non sono state prese decisioni il fondo britannico Cvc ha pero' confermato in queste ore l'interesse per la parte di Tim che scaturirebbe dalla divisione da NetCo, in particolare per alcuni asset che confluirebbero in ServCo, l'altra legal entity indicata nel piano di riorganizzazione.

Sullo sfondo le indiscrezioni che già da tempo danno Tim e Cdp (azionista di Open Fiber al 60% e di Tim con circa il 10%) al lavoro per un nuovo mou che vada verso la convergenza degli asset infrastrutturali. Di certo non esistono più, almeno sulla carta, gli ostacoli che hanno impedito che il memorandum dell'agosto 2020 sempre tra Tim e Cassa depositi e prestiti andasse a buon fine: all'epoca Tim non intendeva scendere sotto la maggioranza della futura società della rete, mentre questa condizione non figura nello scenario evocato dal nuovo piano industriale messo a punto dall'Ad Pietro Labriola e approvato dal cda. All'indomani del board che ha dato il via libera al piano, Labriola parlando agli analisti ha indicato per NetCo il modello del 'carve out' con Tim che è pronta a "perdere la maggioranza" della futura holding cogliendo vantaggi sia dal punto di un alleggerimento normativo, sia sul fronte dei prezzi retail.

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