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Fase 2: titolare autoscuola Fondi, 'smaltire cataste di esami scritti per ripartire'

07 maggio 2020 | 14.10
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di Silvia Mancinelli

"Noi autoscuole d'Italia siamo ferme e chiuse per l'emergenza sanitaria. E fin qui tutto da rispettare perché la prima cosa che dobbiamo portare a bordo è la salute. Il problema sorge dove ancora oggi, dopo l'intervento del ministro De Micheli ieri sera, non sappiamo ancora quando riapriremo". A lanciare il grido di allarme delle autoscuole è, all'Adnkronos, Roberta di Fazio che, nella "rossa" Fondi, gestisce una scuola guida da oltre 30 anni. "Stiamo cercando di portare all'attenzione delle associazioni di categoria e del Ministero dei Trasporti (Paola De Micheli ndr) la nostra volontà di lavorare con una programmazione già stabilita fin da adesso. Come gruppo di autoscuole nella provincia di Latina, 80 strutture - spiega - abbiamo chiesto di lavorare in streaming, di fare lezione da remoto: ho mandato i video ai miei ragazzi che la sera vedono da casa le mie slide per tenersi allenati, voglio mettere nella mia aula 4 allievi alla volta, tornando a fare esami nella mia struttura, non in motorizzazione. Il ministero ad oggi ancora non risponde".

"Sono avvelenata - continua la titolare della autoscuola di Fazio - perché non faccio che scontrarmi contro un muro di gomma. Mi diano, come insegnante di scuola guida, e solo per le emergenze, la possibilità di dire 'io questo allievo l'ho formato, può andare su strada anche senza esami, ma per questi mesi fatemi lavorare'. Chiedo di riaprire, fare lezione, lavorare con una programmazione che il Ministero accetti secondo le esigenze. Voglio esaminare i ragazzi all'interno della mia scuola, non in motorizzazione: l'esame teorico può essere fatto, uno alla volta in una delle 20 postazioni pc e in una mezz'ora sono in grado di valutare dieci allievi".

Da qui l'urgenza di snellire la burocrazia: "Le guide possono aspettare ma intanto smaltiamo cataste di esami di teoria in arretrato da fare - conclude Roberta - Ci sono 1600 prove ancora da fare in tutta la provincia di Latina. Chi viene a fare gli esami di teoria mi paga e posso dare lo stipendio alle persone che lavorano con me, far fronte alle spese per andare avanti. Mi sto rifacendo al protocollo sanitario di tutte le attività, sto spendendo soldi per acquistare i plexiglass, per mettere colonnine di gel disinfettanti, pur senza incassi, e non si sono nemmeno degnati di dire se va bene, in previsione di una riapertura".

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