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Titoli di Stato, Ue indaga su cartello banche

31 gennaio 2019 | 15.25
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(Fotogramma/Ipa)

La Commissione Europea indaga su un cartello formato da otto banche, non meglio specificate, che avrebbero avuto comportamenti collusivi, in periodi compresi tra il 2007 e il 2012 (cioè nel pieno della crisi finanziaria e della successiva crisi del debito), "per distorcere la concorrenza nell'acquisto e nello scambio di titoli di Stato europei".

La Commissione ha mandato una comunicazione degli addebiti agli otto istituti bancari, i cui nomi non può pubblicare. I trader che lavoravano per le banche, secondo l'esecutivo Ue, si sarebbero scambiati informazioni sensibili e avrebbero concordato le rispettive strategie di trading. I contatti avrebbero avuto luogo principalmente, ma non in via esclusiva, attraverso chat on line. L'indagine riguarda i trader e non implica che la presunta condotta anticoncorrenziale fosse una prassi generalizzata nel settore dei titoli di Stato.

La comunicazione degli addebiti è un passo formale nell'iter di un'indagine Ue sulle violazioni delle norme sulla concorrenza, con il quale la Commissione informa per iscritto le parti delle contestazioni mosse nei loro confronti; le parti a questo punto possono consultare i documenti relativi all'indagine, rispondere per iscritto e richiedere un'audizione per presentare le proprie osservazioni. Se la Commissione ritiene che ci siano sufficienti prove che una violazione si sia verificata, può adottare una decisione, con multe che possono arrivare fino al 10% del giro d'affari annuale mondiale della società in questione. Non ci sono scadenze precise per la conclusione di un'indagine antitrust.

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