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Tokyo 2020, tiro con l'arco: Boari vince il bronzo

30 luglio 2021 | 09.49
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L'azzurra si è imposta sulla statunitense Mackenzie Brown per 7-1: "Se è un sogno, svegliatemi". Il papà: "Stravolto dall'emozione ma quanta gioia per questa medaglia"

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(Afp)

Lucilla Boari ha vinto una storica medaglia di bronzo nel tiro con l'arco individuale femminile ai Giochi di Tokyo 2020. L'azzurra si è imposta sulla statunitense Mackenzie Brown per 7-1. "E' una medaglia storica. Svegliatemi se è un sogno, non ci credo ancora, magari tra qualche ora realizzo cosa ho fatto. Pensate che la notte scorsa non ho dormito dal desiderio che avevo del podio", le prime parole dell'arciera azzurra. "Per le donne del nostro movimento pesa tantissimo questa medaglia perché sono più forti e perché apre un percorso anche se faticoso. Comunque il pensiero di farcela c'era, visto come era andata ieri, e non potevo chiedere di meglio dopo che a Rio la medaglia a squadre era sfumata per poco".

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"E' bella questa medaglia e non vedevo l'ora di tenerla, è un bronzo ma vale oro e non potevo chiedere di meglio. Ho dato il massimo e sono davvero felice. Una dedica? All'Italia", ha continuato Boari. "Dopo 5 anni essere ancora qui e giocarsi una medaglia ci vuole la testa e credo di poter dire che in questi ultimi mesi, con questa medaglia al collo, di testa sono cresciuta e un po' di autostima è anche aumentata". "Un titolo per questa medaglia? La storia a scuola non mi piaceva anche se mia mamma è insegnante di storia, ed entrambi i miei genitori sono insegnanti con mio padre che tirava da giovane, ma questa è una medaglia storica perché mai vinta dal nostro movimento femminile", ha aggiunto la 24enne di Rivalta sul Mincio.

"Nella premiazione Lucilla era emozionata anche se alle volte può sembrare un pezzo di ghiaccio, è arrivata dove è arrivata grazie al suo carattere che vuol dire concentrazione su quello che fa estraniandosi da quello che non le interessa. Al telefono l'ho sentita diversa dalle altre volte, il tono di voce e le parole erano del tutto nuove e cariche di una felicità e brillantezza uniche. Si sentiva che era veramente felice" le parole all'Adnkronos di Antonio Boari, papà dell'azzurra.

"Sono veramente stravolto, è stata una bellissima occasione per vivere delle emozioni intense. Io ne ho provata una straordinaria e profondissima quando c'è stato lo scontro con la bielorussa, quando è riuscita a rimontare e vincere con un 10 allo shoot-off - prosegue -. Meraviglia, stupore, ammirazione e stima, sono questi i sentimenti che ho provato nei suoi confronti. L'ho percepita grande, la sapevo capace ma in un modo così sbalorditivo e inaspettato mi sono sentito più piccolo di lei".

"Da quando è iniziata la sua scalata non mi sono fatto delle illusioni facendo ipotesi, andavo avanti passo passo solo che guardando avanti i grafici delle vittorie e ricevendo i messaggi non sono stato capace a seguirla in diretta, avrei rischiato l'infarto - prosegue Boari -. Sono sempre stato informato e poi quando ha perso con la russa non mi sono rammaricato pensando che arrivare così vicino alla medaglia era comunque qualcosa di straordinario e ho sperato andasse a buon fine la finalina", afferma il padre dell'azzurra bronzo olimpico.

"Lucilla ha fatto la storia del tiro con l'arco, se si ripensa alla sfortuna a Rio (quarto posto nella prova a squadre ndr), ora con un pizzico di orgoglio posso dire che ha scacciato quella sfortuna agguantando l'occasione" dice Antonio Boari.

"Il tiro con l'arco l'ho proposto io a mia figlia all'età di 7 anni, anch'io sono un arciere. Ha messo l'arco in mano e già da allora si era visto che aveva talento" racconta con parole piene di orgoglio. "Poi sono arrivate le prime vittorie, la squadra regionale, la nazionale e la scuola federale. Ha finito gli studi a Pinerolo e nello stesso anno è andata a Rio allenandosi lì fino a Parigi quando la squadra ha guadagnato i Giochi. Mia figlia è nata nella Arcieri Gonzaga e dopo Rio è entrata nelle Fiamme Oro, sono orgogliosissimo che abbia rappresentato l'Italia e la Patria e che lo abbia fatto con il gruppo sportivo della Polizia di Stato. Devo ringraziare oltre ai suoi allenatori, Andreoli e Rebagliati due magnifiche atlete che hanno fatto squadra e hanno sostenuto Lucilla nel suo percorso", conclude.

"E' una giornata storica per il tiro con l'arco. Avevo tutti gli amici vicino ed è stata una cosa meravigliosa, aspettavamo questo momento da una vita, la Fitarco non lo aveva mai vissuto e Lucilla è stata così brava da farcelo vivere. In semifinale poteva farcela? Non recrimino nulla perché quello che ha fatto oggi Lucilla è stato meraviglioso. Poteva anche farcela in semifinale, ma ha trovato avversarie molto difficili oggi, ed è stata bravissima a superarle, del resto a questo livello se non si fanno almeno uno o due 10 a volée non si riesce a vincere. Lei ha tirato normale ed ha perso per un punto le prime due volée ed ha pagato caro e salato il fatto di non poter arrivare a giocarsi l'oro, ma niente da recriminare, è tutto meraviglioso e stupendo" dice il presidente della Fitarco Mario Scarzella, all'Adnkronos.

"Una rivincita di Lucilla? Io spero che se la riprenda quando incontreremo di nuovo la Russia da un'altra parte, in un campionato del mondo o un'altra Olimpiade, sono già due volte che ci butta fuori da una finale", aggiunge Scarzella che spera nel bis di Mauro Nespoli. "Ho una fiducia immensa in Mauro, è il numero uno, è stato preparato benissimo per queste Olimpiadi, complimenti a chi lo ha preparato e crediamo tutti in lui, poi è il destino che magari per un millimetro ti fa uscire la freccia di un millimetro, ma lui ha tutte le possibilità di andare almeno a giocarsi l'oro. E' convinto, ha trovato le sue sensazioni di tiro ed ha le possibilità di potercela fare".

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