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Expo: Tomei (Assocarni), sostenibilità zootecnia in Carta di Milano

06 marzo 2015 | 16.51
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"Abbiamo deciso - spiega Tomei - di fare analizzare ad organismi terzi la nostra filiera, perché abbiamo preferito che fossero degli scienziati a smontarla, innanzitutto per fare chiarezza sulla reale situazione dell'impatto ambientale della carne"

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"Noi ci candidiamo a inserire i nostri contenuti sulla sostenibilità della zootecnia nella Carta di Milano. Un'occasione eccezionale per presentare al mondo intero la sostenibilità della filiera zootecnica italiana". Così Francois Tomei, direttore di Assocarni, in occasione del simposio intitolato 'La carne oggi: qualità e sostenibilità', che si è svolto oggi a Milano.

"Abbiamo deciso - spiega Tomei - di fare analizzare ad organismi terzi la nostra filiera, perché abbiamo preferito che fossero degli scienziati a smontarla, innanzitutto per fare chiarezza sulla reale situazione dell'impatto ambientale della carne. Poi sulla base di dati reali, veritieri abbiamo cercato di dimostrare come possiamo attuare un miglioramento nel senso della sostenibilità ambientale. Dunque oggi siamo in grado di dimostrare che la produzione zootecnica italiana, rispetto all'impronta che comunemente ritroviamo nella produzione zootecnica americana o di altri paesi terzi è completamente diversa: l'impatto è molto minore".

Nonostante ciò e oltre a questo, "ci impegnamo comunque a lavorare su tutti i pezzi della nostra filiera per diminuire ulteriormente questo impatto e fare in modo che il consumatore possa avere percezione dell'impatto della carne e continuare nello stesso tempo a mangiare un prodotto sicuro", assicura il direttore di Assocarni.

L'appuntamento milanese è stato anche occasione per presentare la 'Clessidra Ambientale' che, partendo dalla piramide alimentare, rappresentativa della dieta mediterranea, fotografa l'impatto ambientale delle produzioni agroalimentari italiane, dimostrando come in una dieta bilanciata, "l'impatto che carne e ortofrutta hanno sull'ambiente è praticamente analogo".

"Siamo partiti - chiarisce Tomei - dalla piramide ambientale, quella studiata sulla dieta mediterranea e abbiamo dimostrato che declinandola sui reali consumi consigliati dai nutrizionisti italiani, che sono poi allineati con i consumi reali della popolazione italiana, in realtà il consumo di carne ha un impatto non dissimile da quello di frutta e verdura".

Di qui l'invenzione della 'clessidra ambientale' "che si basa sui consumi settimanali consigliati dai nutrizionisti e lì abbiamo visto che l'impatto è poco significativo. In generale da questo studio emerge che le nostro abitudini alimentari non spostano molto l'impatto sull'ambiente rispetto ad altri settori, come il trasporto, che sono molto impattanti". Il presidente di Assocarni ha infine sottolineato come via sia un "tavolo mondiale sul sistema della sostenibilità delle carni al quale prendiamo parte come organizzazione mondiale e c'è anche un tavolo europeo perché dobbiamo parlare la stessa lingue e cioè i valori della sostenibilità devono essere gli stessi, altrimenti non ci capiamo. Se vogliamo seriamente lavorare sui temi della sostenibilità dobbiamo per forza standardizzare a livello internazionale questi valori".

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