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Lo studio

Tormentoni che ti 'ronzano' in testa? La colpa è della forma del cervello

20 luglio 2015 | 17.06
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Una canzone ci entra nella testa ed è difficilissimo cancellarla. Risultato: la canticchiamo a voce più o meno alta tutto il giorno. E' un fenomeno, quello del riuscire a replicare nella mente un brano, chiamato 'immagine musicale involontaria', che però non riesce a tutti, e che per questo è stato studiato dagli psicologi del Goldsmith College di Londra. I primi a giungere a una conclusione scientifica: l'esperienza di poter 'risentire' brani musicali nella nostra mente dipende da alcune differenze fisiche nella struttura del cervello.

Quella pubblicata sulla rivista 'Consciousness and Cognition' è appunto la prima ricerca che esamina la base neurale del fenomeno, che non è solo una divertente, o a volta anche fastidiosa, casualità: gli autori sono convinti che potrebbe avere una funzione biologica, come quella di tenere il cervello in attività, pronto a difendersi nel caso di minaccia.

L'idea è venuta al team dopo un'iniziativa lanciata da una radio londinese: chiedere agli ascoltatori con quale canzone in mente si fossero svegliati quel giorno. Le risposte sono state migliaia e anche le domande degli ascoltatori sul motivo di questo 'scherzo' del cervello. Per scoprire che cosa renda alcune persone più sensibili al fenomeno, il team ha allora organizzato un esperimento e chiesto a 44 volontari quanto spesso capitasse loro di avere una canzone ben chiara in mente, oltre a quali fossero state le conseguenze. Hanno poi usato la risonanza magnetica per misurare lo spessore della corteccia cerebrale di queste persone e il volume della loro materia grigia in varie aree cerebrali. Ebbene, le persone esposte al rischio 'tormentone' avevano frequentemente una corteccia cerebrale più spessa nelle aree legate alla percezione uditiva.

Altre differenze sono state collegate con il fenomeno: coloro che si definivano divertiti dalla situazione avevano un ippocampo più grande, mentre chi al contrario pensava che avere una canzone in testa fosse solo una scocciatura aveva più materia grigia nell'area temporale legata alle emozioni.

"Le aree della corteccia uditiva che noi conosciamo e che sono attive quando effettivamente si ascolta della musica sembrano essere fisicamente differenti nelle persone che riescono a 'rivivere' da sole la musica", dicono gli autori. Fra le curiosità: i volontari hanno citato più spesso come canzoni 'da loop' le hit 'Bad Romance' di Lady Gaga e 'Can't Get You Out of My Head' di Kylie Minogue.

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