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Torna 'Camilla Store', dove la moda non si segue ma si crea /Video

09 aprile 2016 | 09.55
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La moda non si segue, si crea. E’ questo il ‘motto’ di Fiore Manni alla guida di ‘Camilla Store’, giunto ormai alla sua sesta edizione e nato da un blog. In onda su ‘Super!’ da lunedì 11 aprile, questo programma dedicato ai tween ha “un punto di forza” secondo la conduttrice, intervenuta a Cartoons on the Bay, il festival dell'animazione televisiva e cross-mediale di Rai Com in corso a Venezia nella sede di Palazzo Labia fino a domani: “A chi mi segue dico che è importante non omologarsi, che va bene essere diversi dalla massa”.

Fiore infatti invita a trovare il proprio stile alle protagoniste del suo programma alle quali rinnova il look, dando consigli di moda e confezionando per loro accessori particolari e anticonformisti. Perché ‘Camilla Store’ è un vero e proprio laboratorio creativo, un atelier in cui la conduttrice – personal stylist, amica, creativa e sorella maggiore – si mette ogni volta all’opera per creare la mise più adatta.

Di Fiore, appassionata del disegno “che mi rende più felice”, le ragazzine dicono che è ‘strana’: “Non mi piacciono le etichette e il mio stile è un po’ umorale: come mi sveglio, mi vesto. E mi piace il fatto che tutte le bambine che mi scrivono vogliano esprimere attraverso i vestiti loro stesse e le loro passioni”.

“In fissa per il Giappone”, per come vestono le donne giapponesi e soprattutto dello “stile lolita”, Fiore ci tiene a scindere il discorso fra moda e abbigliamento: “Per me i vestiti sono solo un gioco, un modo di esprimermi. Una mattina mi vesto ispirandomi alla Parigi degli anni Venti, un’altra volta magari allo street fashion coreano. La moda è un discorso più ampio, che riguarda il costume”.

Il pubblico a cui si rivolge ‘Camilla Store’ è quello delle ragazzine, spesso alle porte dell’adolescenza, in cui è facile essere influenzati e per le quali l’apparenza e l’apparire possono avere la meglio: “Lo so. Ecco perché cerco sempre di stare molto attenta e di far capire loro che l’unico modello da seguire sono loro stesse. Anche chi viene al programma dico che non c’è un modello unico da seguire, che non devono cambiare per assomigliare a qualcun altro”.

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