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Tortura, dura condanna di Papa Francesco: “E’ peccato mortale”

22 giugno 2014 | 13.01
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Appello di Bergoglio dopo la recita dell’Angelus: “Invito i cristiani a impegnarsi per collaborare alla sua abolizione e sostenere le vittime e i loro familiari”. Poi ai fedeli, arrivati a migliaia in piazza San Pietro: “Pregate per me’’. Il Papa scomunica i mafiosi: “La ‘ndrangheta è il male”

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(foto Infophoto}

“Cari fratelli e sorelle, il 26 giugno prossimo ricorrerà la Giornata delle Nazioni Unite per le vittime della tortura. In questa circostanza ribadisco la ferma condanna di ogni forma di tortura e invito i cristiani ad impegnarsi per collaborare alla sua abolizione e sostenere le vittime e i loro familiari. Torturare le persone è un peccato mortale, un peccato molto grave”. Così Papa Francesco dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano subito dopo la recita dell’Angelus.

Prima dell’Angelus, Bergoglio ha spiegato ai fedeli il valore e il significato dell’Eucaristia. “Diventiamo capaci di amare anche chi non ci ama - ha detto Francesco - Di opporci al male con il bene, di perdonare, di condividere, di accogliere. Grazie a Gesù e al suo Spirito, anche la nostra vita diventa ‘pane spezzato’ per i nostri fratelli. E vivendo così scopriamo la vera gioia! La gioia di farsi dono, per ricambiare il grande dono che noi per primi abbiamo ricevuto, senza nostro merito”.

Il Pontefice ha quindi raccomandato di “non dimenticare che la misura dell’amore di Dio è amare senza misura”. “Gesù, Pane di vita eterna - ha proseguito - è disceso dal cielo e si è fatto carne grazie alla fede di Maria Santissima. Dopo averlo portato in sé con ineffabile amore, Ella lo ha seguito fedelmente fino alla croce e alla risurrezione. Chiediamo alla Madonna di aiutarci a riscoprire la bellezza dell’Eucaristia, a farne il centro della nostra vita, specialmente nella Messa domenicale e nell’adorazione”.

Dai fedeli, arrivati a migliaia in piazza San Pietro nonostante il caldo, Francesco si è poi congedato con un sorriso: “Pregate per me, pregate per me. E arrivederci”.

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