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Tra 'cinguettii', fucili e scatti felini la guerra santa si combatte anche su Twitter

28 agosto 2014 | 14.56
LETTURA: 2 minuti

Sui social network i gatti sono amatissimi, ma per gli islamici è il Corano a ispirare questa passione. Non stupisce quindi che la pagina 'Islamic State of Cat' con immagini di mici e fucili dell'Is conti oltre tremila seguaci

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Gatti e jihad. Un sodalizio inusuale che ha trovato spazio su Twitter con la pagina 'Islamic State of Cat' che conta oltre tremila seguaci. Nella foto del profilo compare un micio grassoccio sopra a un fucile. Centinaia i 'tweet' a tema. C'è quella dell'imam che incita alla guerra santa suggerendo di "portare con sé in battaglia anche un gattino". C'è la foto del micetto che, steso a terra, 'dice' non ci voglio andare a combattere e quella del miliziano che presenta il felino prescelto. Una strategia di comunicazione? Forse. Gli esperti del settore sostengono che sia un modo per 'umanizzare' l'immagine del guerriero dell'Is, mostrando il suo lato tenero, mentre accarezza il futuro compagno di battaglia felino.

Sui social network i gatti sono amatissimi, ma è il Corano a ispirare questa passione per i felini. Maometto aveva, infatti, la micia Muezza che avrebbe salvato il suo padrone da un serpente intrufolatosi nella sua veste. Da parte sua il Profeta si sarebbe anche tagliato la manica della veste per non disturbare la gattina, che gli dormiva sopra, quando era arrivato il momento di alzarsi e andare a pregare.

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