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Sciopero: tra piazza, flash mob e assemblee serali la protesta degli atipici

12 dicembre 2014 | 15.31
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Le iniziative dei 'non garantiti' in occasione dello sciopero generale.

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Molti di loro non hanno scioperato, perchè 'costretti' al lavoro da contratti 'capestro' e per l'assenza di garanzie contrattuali. Ma tanti sono comunque scesi in piazza e hanno organizzato assemblee serali. O lanciato flash mob e altre forme di protesta, per ricordare appunto la condizione di quanti 'non possono scioperare'.

Così, nel giorno dello sciopero generale proclamato da Cgil e Uil anche il popolo di oltre 4 milioni di partite Iva, atipici e precari, l'insieme dei 'non garantiti' e dei 'senza contratto fisso', ha fatto sentire la sua voce di protesta sul temi del lavoro.

"In questo sciopero generale di oggi -spiega a Labitalia Andrea Dili, portavoce dell''Associazione 20 maggio - tutelare i lavori'- vediamo un fatto importante, mai accaduto prima. Per la prima volta, la Cgil mette tra i temi al centro della mobilitazione il lavoro autonomo, 'economicamente indipendente'. Non era mai successo prima ed è un fatto estremamente positivo. Il sindacato ha messo al centro i temi del blocco dell'aliquota della gestione separata. E ancora quello del regime dei minimi previsto dalla legge di stabilità, e tutto il sistema dei diritti che mancano per queste persone".

Quindi, per l' 'Associazione 20 maggio', "sul tema del lavoro autonomo la Cgil ha fatto passi avanti significativi". "Il lavoro precario e atipico, autonomo e non, che oggi tocca oltre i 4 milioni di persone, sta partecipando a questa giornata. Tanti di questi saranno in piazza, o organizzeranno assemblee serali", sottolina.

E per ricordare la situazione dei precari 'senza coperture' "in piazza ci sono -conclude Dili- gli ombrelli 'bucati' al centro, a ricordare la situazione di 'scopertura' delle garanzie per questi lavoratori".

Ma c'è stato anche chi, come la Fillea Cgil di Roma e Lazio, ha ricordato, nei giorni scorsi, con un flash mob al Colosseo, la condizione di chi non può scioperare, con archeologi e restauratori che hanno alzato e poi buttato giù un muro di alcuni metri in cartone, su cui campeggiava la scritta "muro del silenzio di chi non può scioperare".

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