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Tra tradizione e innovazione, la 'ceramica del futuro' è con la stampa 3D

01 febbraio 2016 | 11.45
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Tecniche antiche e tecnologia moderna. Sapienza artigianale e nuovi saperi digitali. Grazie alla stampa 3D si rinnova un’arte antica dando forma alla 'ceramica del futuro'. E proprio per esplorare le potenzialità di questo connubio, approfondire la ricerca sui materiali e sulle forme, nasce la collaborazione tra Wasp, azienda di Massa Lombarda specializzata nella stampa 3D, e l'artista Francesco Pacelli. L’obiettivo è approfondire la conoscenza del processo Ldm (Liquid Deposition Modeling) per ampliare il numero di potenziali materiali ceramici 'estrudibili', definire le dosi corrette e i parametri di stampa per ottenere oggetti funzionali.

Polimeri e plastiche si possono stampare più facilmente perché solidificano a temperatura ambiente dopo il loro riscaldamento e non danno particolari problemi di collassi o crolli. Mentre per i materiali umidi, tipo l'argilla, ci sono alcune limitazioni legate alle geometrie, ai possibili collassi, all'essiccatura e ai 'ritiri' del materiale. Da qui la necessità di andare avanti con la ricerca. La stampante 3D è "uno strumento in più e innovativo che va inserirsi nel laboratorio ceramico", spiega Pacelli all’Adnkronos.

"Non sostituisce l’uomo o le altre tecnologie, il tornio resta il tornio, così come rimane il colaggio del gesso - continua - Piuttosto nel laboratorio si va ad aggiungere questo nuovo processo che permette di diversificare moltissimo in termini di forme geometriche e che consente una variabilità nelle piccole serie di pezzi unici. Non ci sono costi aggiuntivi nel fare un pezzo diverso dall’altro, la movimentazione è definita al computer per cui non ci sono le spese dello stampo".

Un processo sostenibile a livello di consumo di materia prima, spiega l’artista, "dal momento che si va a depositare il materiale che serve e dove serve" con un impatto ridotto "a livello di Life Cycle Assessment (valutazione del ciclo di vita, ndr) rispetto a un processo tradizionale". Non solo. "La deposizione di materiale ceramico - aggiunge Pacelli - fa sì che se ci sono difetti nel pezzo, il materiale di partenza si può riciclare, aggiungendo acqua, e quindi rimettere nella macchina per ottenere nuovamente il pezzo finito".

Ecco le fasi della produzione ceramica 'stampata': "La prima è la fase digitale che richiede la conoscenza dei vari programmi necessari per interagire con la macchina. Dopo c’è quella che crea la connessione con la tradizione ceramica, cioè la preparazione del materiale e della macchina, poi la stampa e, in seguito, essiccazione, cottura e smaltatura per la realizzazione del pezzo finale". Ma quali oggetti è possibile realizzare con la stampa 3D? "Si può fare ciò che si vuole - dice Pacelli - io porto avanti la ricerca in ambito artistico per sculture in ceramica ma in realtà si possono realizzare anche complementi d’arredo, il classico artigianato ceramico, bicchieri, elementi per la gioielleria, ecc...".

La collaborazione tra Wasp e l’artista ha portato all'apertura, a Massa Lombarda (Ravenna), di un nuovo laboratorio, un luogo dedicato alla tecnologia Ldm per la stampa 3D della ceramica. "Il laboratorio è nato a ottobre 2015: Wasp mi dà la possibilità di usare le loro macchine e io faccio ricerca su materiale e tecnologia e realizzo opere. L’obiettivo è quello di migliorare il processo, far progredire la ricerca legata a questa tecnologia", spiega Pacelli, laurea in Design e Ingegneria e ricercatore universitario per due anni al +Lab, laboratorio di stampa 3D presso il dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali del Politecnico di Milano.

E' stato avviato anche un rapporto con una città storica per la ceramica come Faenza e con i suoi ceramisti, per stabilire una continuità tra le conoscenze del passato, del presente e del futuro. "Alcuni dei pezzi sono fatti con la tecnica di cottura in riduzione a gran fuoco della bottega Vignoli, una tecnica di tipo rinascimentale, una bellissima combinazione tra contemporaneo e storico riletto in una chiave moderna. Così una tecnica dà manforte all’altra", dice l'artista.

Approfondire le applicazioni della stampa 3D, poi, potrebbe rappresentare anche un’opportunità di lavoro. "Perché c’è un divario tra ceramista che sa tanto di ceramica e poco di computer e artisti che sanno più della parte digitale e meno di ceramica - conclude - La stampa 3D può creare connubi".

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