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Crisi: oltre metà italiani vive in province con qualità vita scarsa

28 dicembre 2014 | 15.04
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Oltre la metà degli italiani vive in province caratterizzate da una qualità della vita scarsa o insufficiente. Nei centri di medie dimensioni del Nord si vive meglio mentre il Sud si conferma tristemente indietro

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Oltre la metà degli italiani vive in province caratterizzate da una qualità della vita scarsa o insufficiente. Nei centri di medie dimensioni del Nord si vive meglio mentre il Sud si conferma tristemente indietro: delle 55 province in cui la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente, 6 appartengono al Nordovest, 1 è del Nordest, 8 si trovano nell’Italia centrale e le altre 40 tra Mezzogiorno e Isole. E' quanto emerge dalla ricerca 'Qualità della Vita' edizione 2014 di 'Italia Oggi'.

La crisi economica, con le sue ricadute sull’occupazione e sui fondi a disposizione delle amministrazioni locali per i servizi, si rileva dall'indagine, "si fa sentire pesantemente", tanto che la quota di popolazione residente nelle in province caratterizzate da una qualità della vita scarsa o insufficiente arriva, appunto, al 52,6% del totale, vale a dire 31,7 milioni di italiani. Lo scorso anno il dato si era attestato al 48,4%.

Trento è la provincia che ha registrato i più elevati livelli di qualità della vita nel 2014. Un dato che conferma il primato conquistato nel 2010 e mai lasciato in questi cinque anni. Segue la vicina Bolzano (e anche in questo caso si tratta di una conferma), con Mantova a chiudere il podio grazie a un balzo in avanti di 14 posizioni rispetto al 2013. Quindi è la volta di Treviso, Pordenone, Reggio Emilia, Vicenza, Parma e Verona, un filotto di province del Nordest che dimostra come questa sia l’area della Penisola in cui si vive meglio.

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