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Tria: "80 euro di Renzi? Una specie di mito"

25 luglio 2019 | 16.51
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(Afp)

''Gli 80 euro di Renzi sono una specie di mito''. Lo afferma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, intervenendo a 'Il Confine' su Sky Tg 24, parlando della misura introdotta dal governo di Matteo Renzi. Il ministro assicura che ''non si avrà una perdita'' da parte di chi li percepisce ma ''potranno essere coinvolti'' nelle nuove misure che saranno inserite dal governo, come la flat tax. ''Il beneficiario non li perderà'' ma potrebbero avere ''un altro nome e magari invece di 80 diventeranno 90''.

Per introdurre la flat tax, continua Tria, sarà necessario reperire risorse anche attraverso la cancellazione di alcune agevolazioni fiscali ma ''non vanno toccate le detrazioni che hanno un forte impatto sociale'' come la sanità e l'istruzione perché ''lì si basa anche la crescita''. Prima di decidere se intervenire tagliando la spesa corrente o le detrazioni sarà necessario ''fare una mappatura''. Comunque, sottolinea Tria, ''la scelta sarà politica''. ''Non c'è nessuna flat tax per tutto il mondo - aggiunge -. Alcune proposte hanno una serie di detrazioni e deduzioni, insomma una finta flat tax''. In realtà ''si tratta di diminuire il numero degli scaglioni, iniziando dal primo anno e poi, possibilmente, ridurre ancora'' negli anni successivi. ''La scelta su quali classi di reddito si potranno ridurre, dipende da quali tagli di spesa si faranno''.

Sul tema dei mini bot ''mettiamo una pietra tombale'', afferma ancora il titolare di via XX settembre che assicura, inoltre, che anche il tema Italexit ''non è mai stato sul tavolo''. Tuttavia le incertezze sulla posizione dell'Italia rispetto all'Europa hanno pesato, soprattutto sul versante spread. ''Il problema a da questo punto di vista è risolto'', assicura il ministro.

Per Tria, inoltre, nel 2020 ''ci sarà un deficit molto contenuto, quello che serve all'economia italiana''. L'impegno prima che con Bruxelles, sottolinea Tria, ''è con il parlamento italiano, che a volte si dimentica'' di aver approvato una risoluzione con cui ha chiesto al governo di ''rispettare i saldi finanza pubblica con misure alternative all'aumento dell'Iva''. "Il problema delle risorse dipende dalle scelte che il governo farà. Abbiamo già l'impegno con il parlamento a non aumentare l’iva".

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