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Trovati i corpi dei tre ragazzi israeliani rapiti. Netanyahu: "Hamas pagherà"

30 giugno 2014 | 19.18
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I cadaveri ritrovati vicino a Hebron. I giovani erano stati sequestrati diciotto giorni fa in Cisgiordania. Riunione d'emergenza del gabinetto di sicurezza. Peres: "Puniremo i terroristi". Hamas: "Un'offensiva da parte di Israele aprirebbe le porte dell'inferno"

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Sono stati uccisi i tre ragazzi israeliani rapiti. La conferma è arrivata dalle forze di sicurezza locali e dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo la notizia diffusa dalla tv satellitare al Arabiya. I giovani erano stati sequestrati diciotto giorni fa in Cisgiordania. I loro corpi sono stati trovati a nord della città di Halul vicino a Hebron. Stando a quanto emerso finora, i tre adolescenti sarebbero stati uccisi poco dopo il rapimento.

In serata la riunione d'emergenza del gabinetto di sicurezza. "Hamas è responsabile e Hamas pagherà. Coloro che hanno commesso i crimini sono bestie" ha dichiarato il premier Netanyahu in apertura della riunione - Con profondo dolore abbiamo trovato tre corpi questa sera e tutti gli indizi indicano che si tratta di quelli dei tre adolescenti rapiti, Eyal, Gilad e Naftali. Sono stati rapiti e uccisi a sangue freddo da animali. Nel nome di tutta Israele, chiedo di dire alle amate famiglie - le madri, i padri, le nonne e i nonni, i fratelli e le sorelle - che i nostri cuori sono spezzati, che l'intera nazione piange con loro".

''Dobbiamo agire con fermezza e distruggere le infrastrutture di Hamas in Cisgiordania e a Gaza. Dobbiamo dare una lezione ad Hamas, una lezione che non dimenticheranno'' ha detto il ministro israeliano dei Trasporti, Yisrael Katz, citato dal sito web del giornale Yedioth Ahronoth.

"L'intera nazione china il capo con immenso dolore questa sera. Negli ultimi 18 giorni la nazione ha pregato con una sola voce perché il destino dei nostri meravigliosi ragazzi fosse quello di essere ritrovati in vita e incolumi" le prime parole del presidente israeliano Shimon Peres dopo la notizia del ritrovamento dei corpi. "Ora che la dura notizia è arrivata - ha affermato Peres in una dichiarazione - l'intera nazione israeliana piange la morte prematura dei nostri giovani. Accanto al profondo dispiacere, resteremo fermi nel voler punire gli efferati terroristi. La nostra guerra al terrorismo non farà che intensificarsi e non tentennerà perché questo terrorismo omicida non osi alzare la testa".

Hamas: offensiva Israele aprirebbe porte dell'inferno - Immediata la reazione di Hamas che avverte: un'offensiva israeliana ''aprirebbe le porte dell'inferno''. ''E' stata divulgata solo la versione israeliana dei fatti - ha lamentato il portavoce del movimento di resistenza islamico, Sami Abu Zuhri - Israele sta cercando il pretesto per un'aggressione nei nostri confronti, per un'aggressione contro Hamas. Respingiamo tutte le accuse israeliane e le minacce nei nostri confronti. Siamo già abituati a questo e sapremo difenderci. Nessun gruppo palestinese, Hamas o qualunque altro gruppo, si è assunto la responsabilità di questa azione".

Shin Bet: 24 ore dopo rapimento individuati i due responsabili - L'agenzia di intelligence israeliana per gli affari interni, lo Shin Bet, ha diramato un comunicato circa la scomparsa dei tre adolescenti israeliani e il ritrovamento dei loro corpi, per spiegare che "dopo un intenso lavoro di intelligence, meno di 24 ore dopo il rapimento è emerso con chiarezza che due attivisti di Hamas, Marwan Qawasmeh e Amar Abu Aisha, sono dietro il rapimento dei tre adolescenti. Successivamente, lo Shin Bet ha indicato alle squadre impegnate nelle ricerche la zona ad ovest di Halul, a nord di Hebron, come l'area in cui dovevano concentrarsi le ricerche. Da allora le forze speciali dell'esercito e lo Shin Bet hanno condotto ricerche intensive di quell'area". "Questa sera, una delle squadre ha individuato tre corpi sepolti in un campo aperto circa tre chilometri ad ovest di Halul. Una squadra di medici legali è stata inviata sul posto per identificare i corpi", si legge sul sito di 'Haaretz'.

Isra Al-Mudallal: no dispiaciuta, nostri bambini muoiono continuamente- "Non posso dirmi dispiaciuta perché sono una donna, una mamma e abbiamo perso donne e figli e nessuno ha detto nulla. Siamo anche noi esseri umani - ha commentato ad Aki-Adnkronos International Isra Al-Mudallal, responsabile del dipartimento relazioni del ministero dell'Informazione Palestinese ed ex portavoce del precedente governo di Gaza - Abbiamo perso i nostri figli, la nostra terra. La scorsa settimana è morto un bambino palestinese, chi si è detto dispiaciuto per questo?".

Pacifici: immenso dolore - "Da Israele apprendiamo con immenso dolore del brutale assassinio dei tre giovani ragazzi rapiti 18 giorni fa da un commando di terroristi. Il Paese è in lutto - ha detto all'Adnkronos Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma - Oggi tutti noi, ebrei romani e italiani piangiamo Eyal, Gilad e Naftali". Questa sera preghiera al Tempio Maggiore di Roma. Chiusi in segno di lutto i ristoranti kosher nel quartiere ebraico.

P. Lombardi: Papa si unisce a dolore famiglie colpite da violenza omicida - "La notizia dell'uccisione dei tre giovani israeliani scomparsi è una notizia terribile e drammatica - ha dichiarato padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede - L'assassinio di persone innocenti è sempre un crimine esecrabile e inaccettabile, e un gravissimo ostacolo sul cammino verso quella pace per la quale dobbiamo instancabilmente continuare a impegnarci e a pregare. La violenza chiama altra violenza e alimenta il circolo mortale dell'odio''. ''Papa Francesco - ha spiegato padre Lombardi - si unisce al dolore inenarrabile delle famiglie colpite da questa violenza omicida e al dolore di tutte le persone colpite dalle conseguenze dell'odio, e chiede a Dio di ispirare a tutti pensieri di compassione e di pace''.

18 giorni fa la scomparsa dei 3 ragazzi israeliani - I tre adolescenti israeliani erano allievi di una scuola religiosa ebraica. Erano scomparsi la sera del 12 giugno, dopo che avevano lasciato la loro yeshiva (scuola religiosa) per far ritorno a casa in autostop come facevano tutti i fine settimana. I telefoni cellulari dei ragazzi avevano smesso di inviare segnali nell'ultimo luogo dove erano stati visti, fra Kfar Etzion e l'insediamento di Alon Shvut. Due degli scomparsi avevano 16 anni, Gilad Shaar di Talmon e Naftali Fraenkel di Nof Ayalon (che era anche cittadino americano) mentre il terzo, Eyal Yifrah, ne aveva 19.

A seguito della loro scomparsa le forze di difesa israeliane avevano lanciato una massiccia operazione di ricerca in Cisgiordania e condotto operazioni contro Hamas. Cinque palestinesi sono stati uccisi dai soldati israeliani dall'inizio di questa operazione e circa 400 altri sono stati arrestati, la maggior parte dei quali esponenti di Hamas. I gruppi armati palestinesi hanno immediatamente reagito alle azioni israeliane intensificando i lanci di razzi contro il territorio dello Stato ebraico, ai quali Israele ha risposto con raid aerei.

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