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Formazione: Trovò (Cisl), da bilaterale i migliori risultati

24 giugno 2016 | 10.32
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Anna Trovò responsabile Fondi bilaterali per la formazione continua Cisl

“Tutti i dati dimostrano che le imprese per crescere hanno bisogno di capitale da investire in tecnologia e di capitale umano sempre più qualificato e aggiornato. Questa capacità è ancor più forte se l’individuazione dei processi di crescita viene condivisa. Le casistiche nelle quali l’investimento sul capitale umano viene fatto analizzando bilateralmente fabbisogni e progetti sono le esperienze nelle quali i risultati sono migliori”.

Così Anna Trovò, responsabile Fondi bilaterali per la formazione continua Cisl, commenta a Labor Tv, il video sull’esperienza formativa della Stevanato Group, realizzata per la terza edizione di 'Storie di Formazione', i reportage realizzati in tutta Italia sulle migliori pratiche formative finanziate da Fondimpresa, il più importante dei Fondi interprofessionali per la formazione continua.

Costituito da Confindustria Cgil Cisl e Uil, il Fondo ha un numero di lavoratori iscritti pari al totale di tutti gli altri 18 Fondi attivi, ed ha finanziato ad oggi piani di formazione per oltre 2,3 miliardi di euro. Di questi, più di 900 sono specificamente dedicati all’obiettivo di far crescere innovazione e competitività in azienda.

La Stevanato Group, nata 70 anni fa a Piombino Dese, in provincia di Padova, come semplice soffieria di vetro, oggi ha oltre 3.000 dipendenti in tutto il mondo, di cui 1.200 in Italia, ed è leader nella produzione di contenitori in vetro per uso farmaceutico. Il costante investimento in ricerca e sviluppo va di pari passo con l’aggiornamento delle risorse umane, agevolato dalla collaborazione con Fondimpresa, nata oltre 10 anni fa. “I fabbisogni sono molto complessi -osserva il management- è fondamentale che la formazione possa essere svolta in modo mirato e tempestivo”.

Secondo Anna Trovò la formazione si è più diffusa e ha potuto rispondere appropriatamente alle esigenze delle imprese proprio grazie all’attività dei Fondi interprofessionali. “Quando, nel 2000, il legislatore ha affidato alle Parti sociali la gestione dei Fondi lo ha fatto perché l’offerta prevaleva sulla domanda”.

E nonostante alcune criticità derivanti dalla proliferazione dei Fondi (arrivati, nel 2015, a 22, inclusi 3 Fondi commissariati) la gestione bilaterale “è certamente quella che meglio realizza l’obiettivo della competitività dell’impresa e dell’occupabilità dei lavoratori”.

“Il recente decreto 150 -ricorda Trovò- non a caso inserisce i Fondi per la formazione continua tra i soggetti della Rete per le politiche attive del lavoro. E’ un riconoscimento al ruolo svolto da alcuni Fondi, come Fondimpresa, proprio per la continua necessità di formare le persone al fine di renderle continuamente occupabili ed occupate.

Il lavoratore formato è più solido nell’impresa nella quale opera ed, eventualmente, quando si rimette sul mercato. Infatti anche nei rinnovi contrattuali il sindacato e le imprese si interrogano su come garantire a tutti i lavoratori l’accesso alla formazione come elemento fondamentale della tutela del lavoratore, al pari dell’aumento salariale. I lavoratori apprezzano e sono consapevoli della necessità di essere coinvolti nei processi formativi”.

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