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Trump, i vicini: "Non venga a Mar-a-Lago dopo la Casa Bianca"

16 dicembre 2020 | 15.00
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(Afp)

Dopo che oltre 81 milioni di americani lo hanno spinto con il loro voto fuori dalla Casa Bianca, ora Donald Trump si trova a combattere anche contro i suoi vicini di Palm Beach, che lo vogliono fuori dalla sua residenza di Mar-a-Lago. E' proprio nel resort in Florida, definito negli ultimi quattro anni la sua 'Casa Bianca d'inverno', che il presidente uscente vorrebbe trasferirsi, dopo aver lasciato Washington.

Ma in una lettera recapitata alla municipalità di Palm Beach e al Secret Service, il legale che rappresenta la famiglia DeMoss, 'vicina di casa' di Trump, sostiene che il presidente uscente abbia perso il diritto legale di risiedere a Mar-a-Lago. Il motivo sarebbe un accordo che venne siglato all'inizio degli anni '90, quando Trump convertì la sua proprietà da residenza privata in golf club. La lettera potrebbe costringere le autorità locali a decidere se, dopo il 20 gennaio, data del giuramento di Joe Biden, Trump possa o meno stabilire la propria residenza nel resort della Florida.

Il contrattempo, scrive il Washington Post che ha avuto accesso alla lettera, rischia di dare vita a uno scenario mai visto nella storia recente, nel quale un ex presidente si ritroverebbe a dover difendere in tribunale il suo diritto a risiedere in un luogo di sua scelta. Anche perché, Trump ha già spostato durante i suoi anni alla Casa Bianca la sua residenza legale da Manhattan a Mar-a-Lago e in Florida si è anche registrato come elettore.

Nella lettera del legale dei De Moss, che gestiscono una fondazione internazionale impegnata in opere missionarie, si chiede alle autorità locali di "evitare una situazione imbarazzante", nel caso Trump si trasferisca nel suo resort in Florida e gli venga poi ordinato da un tribunale di traslocare.

Negli ultimi anni, i vicini di Trump si sono più volte lamentati dei disagi provocati dalla frequente presenza a Mar-a-Lago del presidente, accompagnato da cortei di auto, posti di blocco, dispiegamento di polizia, elicotteri. Nei suoi confronti è stata contestata perfino l'asta sulla quale nella sua villa è issata la bandiera americana, che eccederebbe i limiti di altezza consentiti.

Al momento, né la Casa Bianca, né il rappresentante legale di Trump in Florida, né le autorità cittadine di Palm Beach hanno rilasciato commenti. Ma oltre ai De Moss c'è un altro vicino sul piede di guerra. Si tratta di Glenn Zeitz, che in passato si è già scontrato con Trump, accusandolo di aver trasformato la sua proprietà in Florida in un casinò di Atlantic City. "Non ha alcuna possibilità. Non ci intimidirà o prenderà in giro, saremo lì", è la sua battagliera dichiarazione. La guerra, a quanto pare, è appena iniziata.

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