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Trump, Johnson e Bolsonaro: quando il virus colpisce gli scettici

02 ottobre 2020 | 09.21
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(Fotogramma)

Prima Boris Johnson, poi Jair Bolsonaro. Ora anche Donald Trump è risultato positivo al coronavirus. Tutti e tre a modo loro nei mesi scorsi hanno ridimensionato i rischi della pandemia. Scetticismo verso le misure di prevenzione. Da parte di Bolsonaro e Trump in particolare una manifesta avversione all'uso della mascherina.

Era il 27 marzo scorso quando il premier britannico annunciava con un tweet di essere risultato positivo al test del coronavirus. "Nelle ultime 24 ore ho sviluppato lievi sintomi", scriveva il 56enne Johnson, confermando di essere "in autoisolamento" e di continuare "a guidare il governo in video conferenza". Poi fu costretto a tre giorni di terapia intensiva. Il 13 aprile arrivava la notizia dell'esito negativo del test effettuato prima delle dimissioni dal St Thomas' Hospital di Londra.

Il 7 luglio era il 65enne presidente brasiliano, che aveva parlato nelle settimane precedenti di una "febbriciattola" e aveva partecipato a incontri pubblici senza mascherina, ad annunciare in diretta tv di essere risultato positivo al Covid-19. Poi il 25 luglio lui stesso annunciava di essere risultato negativo all'ultimo test effettuato. Dopo la quarantena, diceva di aver preso l'idrossiclorochina, e affermava di avere "la muffa nei polmoni" dopo "20 giorni a casa".

Stamani la notizia diffusa - anche in questo caso via Twitter - dal 74enne Trump, a tre giorni dal primo dibattito con Joe Biden in vista delle presidenziali del 3 novembre: "Questa notte Melania ed io siamo risultati positivi al test del Covid-19".

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