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Trump positivo, dalla "semplice influenza" all'avversione per la mascherina"

02 ottobre 2020 | 11.05
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(Afp)

"E' un'influenza, scomparirà, un giorno come per miracolo, scomparirà". Era il 27 febbraio, in Europa e da noi in Italia si registravano centinaia di nuovi contagi al giorno dell'epidemia che aveva già paralizzato la Cina, quando Donald Trump ribadiva così il suo ottimismo riguardo all'impatto che avrebbe avuto negli Stati Uniti che ora, otto mesi dopo, ha il triste primato di casi, 7,3 milioni, e di vittime, 207mila. E ora che lui stesso e la moglie sono risultati positivi.

"Lo scorso anno 37mila americani sono morti per la normale influenza, niente è stato chiuso, la vita e l'economia va avanti", ribadiva il 9 marzo Trump nonostante già all'inizio di febbraio avesse rivelato a Bob Woodward che gli era stato comunicato che questo virus "era molto più letale della normale influenza". Dopo la pubblicazione del libro del famoso giornalista del Watergate, all'inizio di settembre, Trump si è difeso dicendo che non voleva fare "allarmismo".

Anche dopo aver dichiarato, il 13 marzo scorso, l'emergenza federale per il coronavirus, Trump ha continuato a esprimere scetticismo sulla gravità dell'epidemia - che all'inzio ha colpito principalmente New York ed altri stati a guida democratica - e sulle misure precauzionali da adottare.

In particolare è diventata famosa la sua avversione alla mascherina. "Ho raccomandato l'uso, ma non voglio metterla, sto bene, penso che seduto non starei bene con la mascherina seduto nello Studio Ovale" ha detto il 4 aprile sottolineando che non "si vedeva a salutare leader mondiali, primi ministri, re, regine e dittatori con il volto coperto".

Trump, che si è quindi mostrato in pubblico per mesi senza mascherina anche in visite in luoghi, come fabbriche, dove era obbligatoria per altri, si è mostrato per la prima volta con la mascherina lo scorso luglio per una visita all'ospedale militare Walter Reed. "Non ho mai detto di essere contro le mascherine, ma credo che vi siano luoghi e momenti giusti per indossarle", disse allora.

Una posizione che Trump ha ribadito nel dibattito di due giorni fa: "Indosso la mascherina quando necessario", ha detto attaccando e prendendo in giro Joe Biden, come ha fatto per mesi, per "indossare la mascherina ogni volta che lo vediamo". "

"Può parlare anche a 60 metri da tutti e si presenta con la mascherina più grande che io abbia mai visto", ha detto ancora il presidente parlando di Biden. Durante il dibattito i due candidati erano a distanza e non si sono stretti la mano

In primavera Trump ha anche corteggiato con varie dichiarazioni e tweet i gruppi di estrema destra e di suoi sostenitori che, negli stati a guida democratica, avevano iniziato a protestare, spesso sfilando armati, contro le misure di distanziamento sociale, mascherine comprese, e le misure di lockdown imposte per limitare la diffusione del virus. Tra tutti l'ormai famoso "Liberate Michigan, Minnesota, Virginia", un'esortazione a liberare questi stati in cui erano in vigore le misure.

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