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Ue-Usa: pressioni Washington su Bruxelles per accordo Ttip (2)

02 maggio 2016 | 14.28
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Sparite le tutele ambientali che consentono agli Stati di regolare il commercio 'per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante' o per 'la conservazione delle risorse naturali esauribili'; nessun riferimento alla protezione del clima; fine del principio di precauzione per l'introduzione di sostanze pericolose come quelle chimiche e porte aperte all'ingerenza dell'industria e delle multinazionali.

E' la denuncia che arriva da Greenpeace sul Ttip, il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti tra Ue e Usa di cui oggi Greenpeace Olanda pubblica sul sito ttip-leaks.org parte dei testi negoziali: 248 pagine in un linguaggio legale tecnicamente complesso di cui 13 capitoli di 'testo consolidato' del Ttip più una nota interna dell’Ue sullo stato del negoziato. "È ora di far luce sul Ttip. Con questi negoziati segreti - afferma Federica Ferrario di Greenpeace Italia - rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica. Questi documenti svelano che la società civile aveva ragione a essere preoccupata".

Dal punto di vista della protezione dell'ambiente e dei consumatori, quattro aspetti sono seriamente preoccupanti secondo l'organizzazione ambientalista.

"Le tutele ambientali acquisite da tempo sembra siano sparite. Nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa compresa negli accordi Gatt (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (Wto - in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, Omc) permette agli Stati di regolare il commercio 'per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante' o per 'la conservazione delle risorse naturali esauribili'. L'omissione di questa regola - sottolinea Greenpeace - suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante".

Non solo. Secondo l'interpretazione degli ambientalisti la protezione del clima sarà più difficile con il Ttip. "Gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono un punto: dobbiamo mantenere l'aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma - evidenzia Greenpeace - non c'è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti".

Cancellato anche il principio di precauzione. "Il principio di precauzione, inglobato nel Trattato Ue non è menzionato nei capitoli sulla 'Cooperazione Regolamentare', né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. D'altra parte, la richiesta Usa per un approccio 'basato sui rischi' che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli. Questo approccio - rileva Greenpeace - mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note quali interferenti endocrine (c.d. hormone disruptors).

Infine a preoccupare gli ambientalisti è l'ingerenza dell'industria e delle multinazionali. "Il grande business ha quello che vuole. Le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi. Se la società civile ha avuto ben poco accesso ai negoziati, i documenti mostrano che l'industria ha avuto una voce privilegiata su decisioni importanti".

"Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c'è in questi documenti - continua Ferrario. Si confermano le forti obiezioni della società civile e di milioni di persone che in tutto il mondo hanno protestato contro il Ttip , che non è altro che un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business. Chiediamo a tutti i rappresentanti eletti, alla società civile, ai cittadini di leggere questi documenti e di impegnarsi in un dibattito approfondito".

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