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Tumori: vestiti d'arte per la ricerca, a Napoli dottoresse e infermiere 'modelle'

07 giugno 2020 | 07.54
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Un abito da sposa speciale, quello indossato il giorno della laurea o legato a un momento indimenticabile, come il coronamento di una storia d'amore. Tessuti che rinascono in un quadro da indossare. E' l'operazione dell'artista Alessandro Ciambrone, architetto di Castelvolturno e pittore per caso, dal risvolto inaspettato: gli abiti trasformati dalla sua creatività verranno venduti online, alimentando la ricerca contro il cancro. E si potranno ammirare indossati da insolite modelle per un giorno: le dottoresse e le infermiere dell'Istituto dei tumori Pascale di Napoli.

Correvano gli anni Sessanta, esattamente il 1967, quando Caterina - la mamma di Alessandro - entrò in chiesa per dire di sì vestita di bianco. Cinquantatré anni dopo, quell'abito da sposa viene rivisitato in opera d'arte dal figlio. E oggi viene indossato da Daniela, psicologa del Pascale, e venduto per sostenere la ricerca oncologica insieme con altri 11 abiti, donati da donne generose e indossati da donne che con la ricerca ci lavorano tutto l'anno.

L'iniziativa 'Vestiti d'arte per la ricerca' mette in passerella le donne del Pascale: chirurghe, ricercatrici, infermiere, radioterapiste. L'idea di abbinare l'arte alla scienza è venuta a Ciambrone. E' stato lui a dipingere i 12 vestiti, ha cominciato con quello della madre e poi via via ha raccolto gli abiti da sera di amiche e amiche delle amiche. Ogni abito ha una storia: Maria Carmen ha messo a disposizione della causa quello di fidanzamento, Fiorella quello del battesimo della figlia, Bianca quello della laurea.

L'obiettivo è realizzare una piattaforma dove vendere gli abiti (costo dai 300 ai 500 euro) e il ricavato donarlo all'Istituto dei tumori di Napoli a cui Alessandro è particolarmente legato avendo già donato al polo oncologico due quadri e due murales.

Se la Barberio ha indossato l'abito da sposa di Caterina Verre, i due medici ricercatori Marilina Piccirillo e Stefania Scala quelli di Francesca Ragosta e Stefania Ricci, le chirurghe Stella Gallo e Maria Teresa Melucci hanno sfoggiato gli abiti donati da Cinzia Marino e Maria Carmen Ragosta, i medici oncologi Claudia Trojaniello e Sabrina Rossetti quelli di Fiorella Girace e Bianca Stranieri, l’infermiera di ricerca Gelsomina Iovane quello di Rosita Ingenito, la radioterapista oncologa Eva Iannacone quello di Angela Aloschi, il medico fisiatra Monica Pinto l’abito di Paola Guma, la logopedista Marianna Minasi quello di Arianna Rodriguez.

Le modelle per un giorno, e camici tutto l'anno, si sono fatte fotografare negli ambienti dell'Istituto da Federica Gioffredi. Le foto sono state inserite nel sito di Alessandro Ciambrone. Chi vorrà comprare un abito, assicurano i promotori, "sa che i soldi andranno interamente al Pascale". L'acquisto degli abiti è infatti collegato direttamente all'iban dell'istituto.

Il nome di chi ha donato l’abito e di chi lo acquisterà farà parte del patrimonio del più grande polo oncologico del Mezzogiorno. A loro verrà consegnata una targa su cui verrà scritto il loro nome insieme a quello delle modelle operatrici sanitarie. Per essere visionati i vestiti verranno ospitati nel liceo artistico Palizzi e a curare la vendita donazione sarà la professoressa Bianca Stranieri insieme con l'ufficio comunicazione del Pascale. "E' un piacere assistere al proliferare di iniziative per sostenere il nostro Istituto e la nostra ricerca - commenta il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi - Questa iniziativa assume un valore particolare per il significato che sottende, dal dono dell'abito all'impegno dell'artista, delle nostre fantastiche professioniste, e di tutti coloro che, anche in questa occasione, ci daranno una mano".

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